Verdone mantiene la promessa: sarò al Flaiano

L’attore, assente l’anno scorso, ritirerà il Premio speciale Narrativa del 2022. Per l’edizione 2023 va ad Ada D’Adamo
PESCARA. Non ha dimenticato la promessa fatta lo scorso anno, Carlo Verdone. L’attore, regista, sceneggiatore e scrittore romano sarà infatti all’Aurum di Pescara il 25 giugno, in occasione della serata finale dei Premi Internazionali Flaiano di Narrativa, alla 50ª edizione. Verdone ritirerà il Premio Flaiano Speciale di Narrativa conferitogli per il suo libro “La carezza della memoria” (Bompiani). Tra gli artisti più amati dal pubblico italiano, aveva partecipato in collegamento video alla serata dei Premi Internazionali Flaiano di Narrativa e Italianistica 2022, ospitata al Teatro D’Annunzio, a causa di un problema di salute che gli aveva impedito di essere presente alla premiazione.
Il Premio Internazionale Flaiano Speciale di Narrativa 2023 è stato assegnato alla scrittrice ortonese Ada D’Adamo, recentemente scomparsa, per il suo romanzo “Come d’aria” (Elliott), candidato al Premio Strega, mentre il Premio Internazionale Flaiano Speciale di Narrativa alla Carriera va alla scrittrice ungherese Edith Bruck, sopravvissuta all’Olocausto, «per essere stata la testimonianza nel mondo, attraverso la sua opera, che il male debba essere vinto per non accecare più il genere umano e per aver saputo trasmettere un insegnamento così importante, privo di odio, a tutte le generazioni, a cominciare dai giovani».
GLI SCRITTORI FINALISTI Protagonisti indiscussi della serata del 25 giugno (inizio ore 20.30), saranno gli scrittori Dario Ferrari, Giuseppe Lupo, Maddalena Vaglio Tanet, Edoardo Pisani, Nicola Cosentino e Beatrice Salvioni, finalisti dei Premi Internazionali Flaiano di Narrativa. I nomi sono stati annunciati da Carla Tiboni, presidente dei Premi Flaiano, nel corso di un incontro con la stampa ospitato al Mediamuseum di Pescara. La parola spetta ora alle due giurie, composte ognuna da cento lettori, che decreteranno i vincitori delle sezioni Over e Under 35.
TERNA FINALISTA SEZIONE OVER Lo scrittore viareggino Dario Ferrari è in gara con il romanzo “La ricreazione è finita” (Sellerio). Il libro racconta di Marcello Gori, «dottorando per caso» dopo una laurea in Lettere e aver cercato di sfuggire al lavoro nel bar di famiglia. Quello di Ferrari, si legge nella motivazione della scelta, è un racconto in prima persona, dal «ritmo incalzante» e dai «toni ironici», che «mette in scena la vita accademica, le sue trame, le delusioni di una generazione di giovani laureati costretta a smettere di sognare». Lo scrittore e saggista lucano Giuseppe Lupo concorre con “Tabacco Clan” (Marsilio). Un romanzo «corale e generazionale» che parte dalla rimpatriata di un gruppo di amici che si sono conosciuti a Milano quarant’anni prima. Il clan si ritrova a Stresa, in occasione di un matrimonio, nell’albergo dove sembra abbiano soggiornato Churchill e una sua amante. «Lupo è bravissimo nel rendere il timore e il tremore di un bilancio dolce e crudele». In gara, infine, Maddalena Vaglio Tanet con “Tornare dal bosco” (Marsilio). «Con una scrittura che procede volutamente tersa e cadenzata, con la stessa apparente semplicità con cui la protagonista del romanzo abita la sua vita, narra una storia di silenziose tragedie di provincia: il suicidio di un’adolescente e la scomparsa della sua maestra che, sconvolta dalla notizia, come un automa si inoltra e scompare nel bosco».
TERNA FINALISTA
SEZIONE UNDER 35 A contendersi il riconoscimento: Edoardo Pisani (“E ogni anima su questa terra”, Castelvecchi), Nicola Cosentino (“Le tracce fantasma”, minimum fax) e Beatrice Salvioni (“La Malnata”, Einaudi).
