Verso il Monte Cava nel massiccio del Velino

Un itinerario al confine tra l’Abruzzo aquilano e il Lazio reatino
Il piccolo gruppo montuoso del Monte Cava costituisce, del massiccio del Velino, la propaggine più a Nord Ovest e segna il confine tra l’Abruzzo aquilano e il Lazio reatino. Ricchissimo di creste rocciose e panoramiche, regala panorami speciali e, con le sue vallate, sorprese inaspettate quali radure, laghetti e rifugi. Delle sue elevazioni la più famosa è senza dubbio il Monte San Rocco (1877 m) che dà il nome ad una galleria autostradale della A24 che inizia nel Lazio e finisce in Abruzzo, la più alta, invece, è il Monte Cava, con i suoi 2000 metri tondi tondi che andiamo a scalare per la seconda volta.
Il sentiero è un’antica via e parte sulla strada provinciale Amiternina che da Tornimparte porta alla Forca di Castiglione, al km 15 circa, detta “Ruella”. Il cammino prende il via su una carrareccia lunga 2,5 km, dai cui tornanti è possibile osservare la stupenda forra di Ruella e sentire lo scroscio dell’acqua. Inoltre si può godere di uno spettacolo unico su tutta la catena del Gran Sasso, i monti della Laga e i più lontani Sibillini. Usciti dal bosco, si giunge su splendidi prati fatti di velluto e lo spettacolo sulla conca aquilana è stupendo. Poco dopo si arriva ai cosiddetti Casali di Ruella (1413 m) con resti di lastricato dell'antica strada romana Amiternina, e in breve si raggiunge la Fonte dei Cobelli (1420 m) con animali al pascolo.
Si continua sul sentiero 1D attraversando piccole faggete, prati sempreverdi e muretti a secco fino a sbucare a 1700 metri in una conca molto grande detta “ferrarécce”. Vi si trova a 1808 m un rifugio e più in basso una serie di laghetti. Il rifugio è in condizioni perfette, con camino, legna da ardere e tavolati per la notte: si ringraziano i ragazzi volontari di Tornimparte (Aq) che custodiscono questo piccolo tesoro. Si costeggia il rifugio e ci si ferma per la foto di rito: sul retro, infatti sbuca curioso il Corno Grande assieme al Corvo, lunghissimo. Seguendo il sentiero si arriva al laghetto più grande e da qui è possibile salire sull’evidente cresta a quota 1970 metri circa e conquistiamo il Monte Rotondo (1993 metri) che precede di poco il Monte Cava. Il crinale è molto frastagliato e si percorre con un po’ di attenzione soffermandosi sul grandioso ambiente circostante: siamo al confine Lazio Abruzzo, sotto di noi si distende la Valle del Salto e un’infinità di profili montuosi che giungono lontano fino al mar Tirreno, verso sud-est tutti i monti abruzzesi che si confondono in una sinfonia di vette. Giunti in cima al monte Cava (3 ore, 8 km) con il vento che gioca con le nubi, che nascondono e rivelano il paesaggio, proviamo a contare le vette, le valli, i paesi e le strade fin dove i nostri occhi arrivano: è come essere su un aereo che sorvola la regione. E mentre in basso le automobili “silenziose” sfrecciano sull’autostrada procediamo a ritroso sulla panoramica cresta respirando a pieni polmoni l’aria dei 2000 metri.
Arrivati sulla sella che ci divide dal Monte Rotondo, si punta verso valle dove si vede uno stazzo abbandonato (“Pozzo Scoperto” su carta Igm) e da lì si riprende il cammino verso i laghetti, i casali e i paesaggi maestosi verso est.
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