Verso il Monte S.Franco dal Ponte della Lama

Si parte dal Passo delle Capannelle sul sentiero 111 del Parco
Sul panoramicissimo Monte San Franco siamo già saliti dalla strada provinciale 86 del Vasto e oggi torniamo sui suoi 2132 metri facili e di grandissima soddisfazione. Il versante ovest del Monte San Franco si affaccia sul Passo delle Capannelle da dove partiamo questa volta, sulla S.S.80, per raggiungerlo. In località Ponte della Lama (1290m), appena dopo valico, di fronte ad un casotto rosso, parte il sentiero 111 del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga che, nella parte iniziale, è una carrareccia. Si risale il fondo della valle e dopo poco si devia verso sinistra seguendo due lunghi tornanti, fino a superare due linee dell'alta tensione e una cava abbandonata (Acqua Fredda 1347m). Dopo qualche curva a gomito, a quota 1546 metri, la carrareccia lascia il posto ad un sentiero che sale lungamente su uno stupendo crinale panoramico e infinito. I sassi e le rocce sono caratteristici: un misto tra quelli tipici del Gran Sasso e quelli dei Monti della Laga. Alcune rocce sono bianche, atre scure, altre ancora rossicce, alcune pietre sono tonde altre piatte. Zigzagando sulla cresta si sale senza soluzione di continuità e intanto appare a 360° il mondo intero. E sì, mentre si continua a salire l’impressione è quella di trovarsi su un ascensore panoramico dalle cui pareti trasparenti osserviamo l’Abruzzo, il Lazio e anche le Marche.
Il Lago di Campotosto che inizialmente è nascosto dalla diga, man mano apre le sue braccia sempre più lunghe e il passo delle Capannelle da quassù è stupendo, accerchiato da monti pianure, strade e paesi.
Vigilano su tutto il massiccio del Terminillo a nord-ovest e i il gruppo dei Monti Sibillini assieme ai Monti della Laga a Nord-est. E poi, maestosa, la piramide del Monte Velino e il suo immenso gruppo montuoso. Le sorprese non sono finite: improvvisamente ad est si affaccia il poderoso Monte Corvo, ed è qui che si comincia a correre per vedere tutto il resto. Sono trascorsi poco più di 100 minuti e siamo su un pianoro che ci accompagna all’ultima salita verso la vetta: si tratta di una radura di quota dove pascolano cavalli con le folte criniere scompigliate dal vento. Tira vento quassù, come sempre.
La croce di vetta sembra non arrivare mai, ma ci siamo, eccola! Assieme, finalmente, a tutto il panorama orientale: siamo a quota 2132m e abbiamo impiegato 2,20 ore per ritrovarci su un terrazzo con vista mozzafiato. Possiamo contare tutti i paesi ai piedi del Gran Sasso, percorrere con gli occhi le strade tortuose e immergerci in quella infinità di vette altissime che riconosciamo ad una ad una. Dal Corno Grande al Colle delle Monache, passando sul principe Intermesoli e il Monte Corvo. Da Pizzo Cefalone al Monte Ienca, passando per le Malecoste e il Pizzo di Camarda.
E mentre le nuvole giocano a nascondino con le creste del Gran Sasso, si comincia a scendere; in meno di due ore saremo giù.
Il Monte San Franco non è secondo a nessuno quanto a panorama e alla comoda salita. Ci aspetta in ogni stagione, anche con la neve, e ci torneremo presto attraverso un altro bell’itinerario.
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