Verso lo Strega: lo Stradario di Daniela Ranieri

Una donna in dialogo perpetuo con se stessa dispiega la mappa del mondo, tra ironia e ossessione
Tra i dodici libri finalisti al Premio Strega 2022 c’è anche quello corposo di Daniela Ranieri, il suo quarto, dal titolo Stradario aggiornato di tutti i miei baci.
Un romanzo che è diario, racconto, finta autobiografia e anche catalogo, quel catalogo che molte donne avrebbero voluto scrivere sugli uomini che nella loro vita hanno incrociato: una specie di mappa che ripercorre, in un dialogo perpetuo con se stessa, i momenti sconsolati ed esaltanti dell’amore, tra eros, flirt, perfidia, esaltazione e ossessione.
Così incontriamo una teoria di personaggi. C’è il dottore inutile, il filosofo “copione”, lo scrittore vacuo, lo stalker, il tirchio “incapace di offrire una cena senza rinfacciarla”. Altrettanti archetipi di maschio, che Daniela Ranieri racconta anche nei loro difetti, con i loro narcisismi e le loro idiosincrasie, ma con sarcasmo e senza senso di condiscendenza.
Con uno stile personalissimo e una lingua ricercata quasi d’altri tempi (si potrebbe definire dannunziana), la giornalista-scrittrice dissemina il libro di colte citazioni da Kafka a Nietzsche, da Yourcenar a Joyce, a Ovidio e Seneca. Perle che diventano altrettanti spunti per lucide riflessioni sui tempi infausti e sulla vita. Senza perdere mai quel senso dell’ironia che scongiura ogni tentazione di tragicità.
Come scrive Loredana Lipperini, che l’ha proposto al Premio Strega, «un libro coltissimo ma insieme innervato di passioni, amore, morte, preghiera».
Un libro, tanto lontano dal rosa o da qualunque altro classico colore, tanto è originale nello stile e nelle influenze.
