Viaggio “Nel contagio” con Paolo Giordano

29 Marzo 2020

Lo scrittore della “Solitudine dei numeri primi” si interroga sull’epidemia in un instant book

ROMA. Lo scrittore e il fisico trovano un felice sodalizio nell'instant book di Paolo Giordano “Nel contagio” (Le Vele Einaudi, 70 pagine, 10 euro)) che riesce a farci capire tante cose dell'emergenza che stiamo vivendo a causa del Covid -19 e nello stesso tempo ci mette davanti a noi stessi e alle scelte del mondo globalizzato.
Come in una sorta di diario, dal 29 febbraio alla prima settimana di marzo, l'autore de “La solitudine de i numeri priI”ì, Premio Strega e Premio Campiello opera prima, con un dottorato in fisica, mostra la faccia e i pericoli del «primo virus nuovo a manifestarsi così velocemente su scala globale». Ci fa vedere l’audacia e la sfacciataggine di Covid-19 che «ci svela qualcosa che prima sapevamo ma faticavamo a misurare: la molteplicità di livelli che ci collegano gli uni agli altri, ovunque, nonché la complessità del mondo che abitiamo, delle sue logiche sociali, politiche, economiche, ma anche interpersonali e psichiche». E considera aleatorio il fatto che l'Italia si sia trovata «sul podio di questa competizione ansiogena» perché «non esistono più confini, regioni, quartieri. Ciò che stiamo attraversando ha un carattere sovraidentitario e sovraculturale. Il contagio è la misura di quanto il nostro mondo è diventato globale, interconnesso, inestricabile». E così è proprio il nostro stile di vita, rapido ed efficiente, diventa il nostro principale nemico. Forniamo una rete di trasporto formidabile e capillare al coronavirus. «Nel contagio, la nostra efficienza eè anche la nostra condanna», dice Giordano e sottolinea: «Il vagare simultaneo di sette miliardi e mezzo di persone: ecco la rete di trasporti dei coronavirus». Ci invita anche a riflettere sul fatto che «l'epidemia cambia se cambiamo noi» e che «le epidemie, prima ancora che emergenze mediche, sono emergenze matematiche».
Lo scrittore risponde alle domande che tutti ci facciamo: Come si ferma qualcosa che cresce sempre più in fretta? «Con molta forza. Con molto sacrificio. Con molta pazienza». E il contagio, come si ferma? «Con un vaccino». E se non c'è ? «Con ancora più pazienza». “Nel contagio” diventa sempre più evidente che torniamo ad essere una comunità dove ognuno di noi ha delle responsabilità nei confronti degli altri.
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