Vino, olio e ospitalità: Cugnoli piccola Bordeaux d’Abruzzo

Un progetto di ristrutturazione filologica degli edifici, produzioni locali di qualità come le etichette Tiberio, e una fattoria che è più di un buen retiro
CUGNOLI. La fattoria di Maria Donata e i vini di Tiberio. Sarebbe un buon titolo per un libro su un piacevole borgo del pescarese che sta rinascendo con lo sguardo attento alla propria storia e alle proprie risorse enogastronomiche. Basta percorrere i vicoli pedonali del centro storico per rendersi conto di quanto questo paese stia recuperando il proprio volto originale, mascherato quando non stravolto nei decenni da interventi poco accorti su un tessuto architettonico risalente e di un certo gusto. Sono tanti gli edifici che stanno cambiando faccia con restauri attenti e proiettati su una rinascita di questo borgo medievale che conserva testimonianze di un passato fiorente nei palazzi gentilizi e nella antica chiesa di Santo Stefano col suo Ambone di Nicodemo.
Tra queste strade stanno nascendo o sono in progetto strutture ricettive e altre attività che puntano a rilanciare Cugnoli. Motore di tutto ciò è anzitutto Lanfranco Chiola, sindaco intraprendete che sta facendo molto con una chiara linea perseguita dall'amministrazione, ovvero ristrutturazioni filologiche e sinergia tra gli operatori locali, per fare di Cugnoli una meta turistica di eccellenza. A condividere questo disegno, che dalle vie del borgo scende per aprirsi agli strepitosi panorami del paesaggio circostante, ci sono due donne, Cristiana Tiberio, produttrice vinicola, e Stefania Sergiampietri, proprietaria della Fattoria di Maria Donata, un invitante buen retiro nella campagna cugnolese.
Fanno squadra tra loro, assecondano con entusiasmo la linea di rilancio del Comune, e parlano di questo paese come fosse l'ombelico del mondo. Certo è che le convergenze delle attività pubbliche e private stanno ponendo le basi per realtà promettenti nell'immediato futuro, come ad esempio l'idea di trasformare il Palazzo Tinozzi, ora di proprietà comunale e in fase di restauro, in una struttura ricettiva, con un ristorante di ottimo profilo e magari una scuola di livello per il settore enogastronomico. Ambito, quest'ultimo, in cui Cugnoli sta giocando bene la sua partita territoriale, tra le vinificazioni di Cristiana, l'ospitalità e le produzioni di Stefania. Dal Montepulciano al Cerasuolo d'Abruzzo, dal Trebbiano al Pecorino, il territorio di Cugnoli si lascia leggere sapientemente nei vini Tiberio, etichette che nascono da una bella proprietà vitata collinare, che guarda a Gran Sasso e Majella, quella antica Masseria Tinozzi acquisita 16 anni fa da Riccardo, Cristiana e Antonio Tiberio e trasformata in una delle più interessanti giovani realtà vitivinicole della regione (tiberio.it), forte dei suoi vini integralmente cugnolesi che vengono premiati in Italia e all'estero, come nel caso del Pecorino, scelto da Giuseppe Palmieri, sommelier dell'Osteria Francescana del top world chef Massimo Bottura, per il progetto Glocal, o del conteso Trebbiano "Fonte Canale", cru introvabile e decantato. Vini che accompagnano spesso pranzi, cene ed eventi della Fattoria di Maria Donata, un luogo che merita più di una sosta, nelle deliziose camere e a tavola (mariadonata.it).
«Un posto che nasce per la mia ostinazione» spiega Stefania, una bella signora napoletana, ma di origini cugnolesi, che l'accoglienza ce l'ha nel sangue. «Questa era la casa di mia nonna, Maria Donata Di Fabio, dove ho trascorso tutte le mie vacanze, dove ho i più significativi ricordi d'infanzia, così lasciato l'insegnamento con la pensione ho scelto di tornare a vivere qui e sto dedicando questi miei anni a tenerla in piedi, viva, attiva, piena di gente».
Tra una cena all'aperto e una lettura in salotto, un bagno in piscina e un pranzo sotto al gazebo affacciato sull'uliveto da cui proviene l'olio biologico, tra una visita agli animali e una alle colture della fattoria didattica, qui trascorrono soggiorni conviviali tedeschi, olandesi e belgi, ma anche gli italiani, e gli abruzzesi, si stanno accorgendo di questo luogo, per weekend, feste e matrimoni. «Cugnoli col suo borgo e la sua campagna, il vino, l'olio e l'ospitalità, può diventare una meta del migliore turismo,» osserva Stefania «a mezza via tra montagna e mare e nel mezzo di un percorso culturale, artistico, religioso che offrono i vicini Comuni». «È un luogo per riscoprire ritmi, panorami e sapori autentici,» aggiunge Cristiana «qualcuno l'ha chiamata la Bordeaux d'Abruzzo».
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