Woodstock si replicherà 50 anni dopo
NEW YORK. «Spero di morire prima di diventare vecchio». Nel terzo giorno di Woodstock, il 17 agosto di 50 anni fa, Pete Townshend degli Who cantò lo spirito della sua generazione a chiusura del...
NEW YORK. «Spero di morire prima di diventare vecchio». Nel terzo giorno di Woodstock, il 17 agosto di 50 anni fa, Pete Townshend degli Who cantò lo spirito della sua generazione a chiusura del «concerto del secolo» sul prato della fattoria di Max Yasgur a Bethel nello stato di New York. Townshend potrebbe essere tra le star di uno dei due nuovi maxi eventi messi di recente in programma per celebrare l'anniversario. Questa settimana Live Nations e il Bethel Woods Center for the Arts hanno annunciato una nuova edizione dal 16 al 18 agosto 2019 per celebrare i 50 anni: la tre giorni di «pace e musica» si svolgerà a Bethel Woods, una struttura creata sul terreno della fattoria che dal 15 al 17 agosto 1969 ospitò la prima Woodstock. Ma c'è anche Michael Lang in pista: l'impresario che fu uno degli organizzatori di allora e che dieci anni fa per mancanza di fondi aveva dovuto rinunciare al quarantesimo anniversario, ha annunciato di avere in programma la sua Woodstock 2.0. Data e luogo ancora indefiniti, così come le line-up dei rispettivi appuntamenti costruiti per far leva sulla nostalgia della generazione che 50 anni fa si ribellò all'establishment.
Mezzo secolo fa la generazione di Woodstock non si fece di questi problemi: i ragazzi del '69 dormirono sul prato sotto il palco improvvisato dove si esibirono per tre giorni 32 artisti, tra i quali Joe Cocker, Jimi Hendrix, Joan Baez e Carlos Santana, richiamando oltre mezzo milione di persone e lanciando al mondo il messaggio di pace e fratellanza che assurse a simbolo di una generazione.
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