I genitori del bosco invitati in Senato

Mercoledì Catherine, Nathan e l’avvocato Solinas incontrano La Russa, seconda carica dello Stato. Oggi il ricorso in appello
PALMOLI. Mercoledì i genitori del bosco di Palmoli saranno in Senato per incontrare il presidente Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato. L’invito a Roma di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion è la prova di come l’attenzione istituzionale sia gradualmente cresciuta – raggiungendo livelli massimi – intorno al caso dei tre figli tolti alla coppia anglo-australiana e, dallo scorso 20 novembre, collocati in una casa famiglia di Vasto su ordine del tribunale per i minorenni dell’Aquila. La vicenda, come facilmente prevedibile, è diventata terreno di scontro nel dibattito sulla riforma della giustizia, a pochi giorni dal referendum in programma domenica e lunedì prossimi.
A Palazzo Madama, insieme a Nathan e Catherine, ci sarà uno dei difensori, l’avvocato Danila Solinas, che li assiste con il collega Marco Femminella e che oggi presenterà il reclamo in Corte d’appello per chiedere il ricongiungimento della famiglia e di annullare l’ultimo provvedimento con cui la donna è stata cacciata dalla struttura protetta. La Russa, contrariamente al capo del governo Giorgia Meloni e al vice premier Matteo Salvini, era intervenuto sul tema con toni piuttosto pacati: «Mi permetto di fare un appello ai magistrati che stanno decidendo sul caso: lo facciano prima di Natale di modo che la scelta faccia capire a questi ragazzi se passeranno le feste con i loro genitori», aveva affermato lo scorso 16 dicembre. Molto più pesante è stata la presa di posizione del resto della maggioranza, a partire proprio dalla Meloni («La magistratura ha superato i limiti») e da Salvini («È un caso di violenza istituzionale raccapricciante, vergogna per i giudici»). Domani, all’Aquila, è previsto l’arrivo degli ispettori del ministero della Giustizia per valutare gli ultimi provvedimenti dei giudici minorili: la decisione è stata presa dal Guardasigilli Carlo Nordio.
Questa settimana il tribunale potrebbe pronunciarsi dopo che l’assistente sociale Veruska D’Angelo – con una relazione inviata tre giorni fa – ha formalmente richiesto che i tre fratellini restino nella struttura di Vasto. Il provvedimento dello scorso 6 marzo, infatti, non prevedeva solo la cacciata di Catherine, ma anche il trasferimento dei piccoli in un’altra comunità. Secondo la D’Angelo, i bambini sono «sereni, tranquilli e rilassati» senza la madre. Sia gli avvocati della coppia che la Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni, però, hanno dato una versione diametralmente opposta.
Nell’ultima relazione, l’assistente sociale ha “bocciato” su tutta la linea Catherine e “promosso” papà Nathan, con il quale giovedì mattina ha avuto un faccia a faccia segreto durato quasi tre ore. Un incontro giudicato positivamente. «La disponibilità manifestata dalla figura paterna», è scritto infatti nel documento, «ha consentito di determinare una cornice di intervento favorevole e una proficua alleanza di lavoro, ponendo le basi necessarie per la prosecuzione di un percorso finalizzato a supporto delle funzioni genitoriali a tutela dei minori coinvolti».
Sullo sfondo, resta la segnalazione inviata dalla D’Angelo al tribunale per denunciare una presunta aggressione verbale da parte degli avvocati Femminella e Solinas. «Non abbiamo mai patito intimidazioni nella nostra vita professionale», è stata la replica dei due legali, «e non sarà questa la prima volta».
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