Lanciano

Massacrato di botte dal branco a 15 anni

3 Marzo 2026

In 7-8 minorenni si sono accaniti contro di lui nel Parco Villa delle Rose. E il gruppo era già stato notato dai carabinieri

LANCIANO. Un occhio gonfio, ecchimosi e lividi in tutto il corpo, un trauma cranico e dieci giorni di prognosi. È il bilancio di quella che doveva essere una serata spensierata con il gruppo di amici di sempre e che invece, per un adolescente del posto, si è trasformata in un drammatico e inquietante episodio di violenza di gruppo. I fatti risalgono a sabato sera. Marco (nome di fantasia), 15 anni, studente del secondo anno di un istituto superiore cittadino, si trovava assieme ad alcuni amici, attorno alle 23, nella parte alta di corso Trento e Trieste, all'intersezione con i Viali delle Rose e a poche decine di metri dal Parco Villa delle Rose, uno dei luoghi di ritrovo preferito da giovani e giovanissimi per trascorrere le serate, soprattutto nel weekend, ma anche nelle ore diurne e pomeridiane.

La zona è centralissima, tra locali di somministrazione di cibo e bevande, paninoteche, bar e ristoranti e il Parco cittadino che con i gradoni dell'ex ippodromo e l'anello di cemento che gira tutto intorno al perimetro della grande area verde, si presta naturalmente a serate di passeggio, di chiacchiere e risate e di ritrovo per adolescenti e famiglie. Improvvisamente un gruppo di oltre una ventina di ragazzini, per lo più minorenni dai 15, 16 anni, composto da ragazzini lancianesi, di cui alcuni provenienti da famiglie note per episodi di criminalità, accerchia il piccolo nucleo di coetanei e qualcuno inizia ad apostrofare Marco. I due gruppi non si conoscono. L'unico che Marco riconosce è un suo compagno di scuola con cui aveva avuto una discussione a scuola due mesi prima.

Il precedente. Durante la ricreazione i due ragazzi si erano spintonati e accesi a parole, ma la cosa era finita lì. E invece, a distanza di diverse settimane, è presumibilmente quell'episodio ad accendere la miccia del pretesto. Marco viene approcciato malamente, isolato e separato dal suo gruppo e in pochi minuti viene spintonato da più ragazzi fin dentro il Parco, oltre la grande inferriata verde che ne delimita l'ingresso principale. Zona buia. Pochi metri più avanti, sulla destra, iniziano le gradinate di cemento, che però sono circondate da vegetazione. La zona è più nascosta, più buia e offre diverse vie di fuga.

È lì che il branco esplode in tutta la sua violenza e rabbia ingiustificata. Marco viene spintonato, cade a terra battendo la testa all'indietro sul cemento e in un attimo gli sono addosso sette, otto ragazzi che lo riempiono di pugni, di calci alla schiena e sulle braccia che tentano inutilmente di parare i colpi, sulle gambe, all'addome. I suoi amici lo raggiungono, cercano di separare Marco dalla furia del branco, ma non ci riescono e, spaventati, chiamano i carabinieri.

DUE ADULTI. Secondo il racconto del ragazzo a salvarlo sarebbero stati anche due adulti intervenuti per sedare gli animi e separare i ragazzi e che, nel corso del violento pestaggio, avrebbero ricevuto anche loro percosse e spintoni. Alla notizia che sarebbero arrivati i carabinieri i balordi si disperdono. Marco, sostenuto dagli amici, arriverà al vicino ospedale Renzetti, dove viene ricoverato per accertamenti.

MASCHERA DI LIVIDI. Il ragazzo presenta escoriazioni ed ecchimosi in tutto il corpo, ha un occhio pesto, ma lucidamente riesce a raccontare quanto avvenuto ai carabinieri che nel frattempo sono arrivati al Pronto soccorso. Il gruppo, si saprà dopo, era stato notato nel corso della serata di sabato. Atteggiamento strafottente, urla, spintoni. Una trentina di ragazzini esaltati che si aggirava in centro con l’intenzione di attaccare briga. Anche i carabinieri li avevano notati e avvicinati dicendo loro di tornare a casa. Ma l'intenzione era ben lontana dal seguire il consiglio. Di lì a poche decine di minuti, l'aggressione brutale, improvvisa come una fiammata deflagrata in tutta la sua violenza.

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