scene da macelleria messicana

Omicidio ad Altino. Alessandro davanti al giudice: «Scopro ora che nonna è morta»

9 Agosto 2026

Il nipote 25enne accusato dell’omicidio della nonna Gilda Di Giuseppe poco lucido: resta in carcere.

L’avvocato: ragazzo malato da tempo, la famiglia non lo abbandonerà. Oggi i funerali della donna

LANCIANO

«Me lo state dicendo voi oggi che nonna è morta». Queste le parole pronunciate da Alessandro Carminucci, 25 anni, di Roma, di fronte al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa e la procuratrice Patrizia Foiera durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto ieri mattina nel carcere di Lanciano dove è rinchiuso dal 6 agosto scorso per aver ucciso la nonna materna Gilda Mafalda Di Giuseppe, 89 anni, nella casa della donna in contrada Briccioli ad Altino.

IL DELITTO

Numerosi colpi sferrati con violenza sul viso e sulla testa della nonna con oggetti contundenti - un martello, un piccone piccolo da muratore e armi da taglio - che hanno provocato un’ampia emorragia che non le ha lasciato scampo e hanno portato gli inquirenti ad accusarlo di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa della vittima, dall’aver sfruttato il fatto che fosse notte per portare a termine l’omicidio e dall’aver approfittato dell’ospitalità datagli dalla nonna. Un interrogatorio di meno di un’ora che Alessandro ha sostenuto con accanto il legale di fiducia Luigi Toppeta, l’unico finora al suo fianco in attesa di poter incontrare la famiglia, molto probabilmente domani. Al termine il giudice ha deciso che il 25enne doveva restare in carcere, come chiesto dalla procuratrice, mentre l’avvocato Toppeta aveva chiesto di scontare la misura cautelare in una struttura protetta per Alessandro che ha problemi psichiatrici ed è in cura da tempo. E che dal giorno dell’omicidio ha difficoltà nell’orientarsi nello spazio e nel tempo.

A proposito del cruento delitto compiuto verso la nonna che adorava e dal quale era amato, che come ogni anno lo ha accolto nella casa di Altino per trascorrere giorni in serenità, non ricorda nulla. Nell’interrogatorio non ha potuto aggiungere molto alle dinamiche accertate dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Lanciano coordinati dalla procuratrice, ma ha confermato di essere ancora molto confuso, alternando momenti in cui crede di ricordare alcune cose ad altri in cui dice di non ricordare nulla. Una situazione difficile, di fragilità e sofferenza resa ancora più dolorosa dal fatto che è emerso che il ragazzo ha tentato il suicidio. Mercoledì 5 agosto quando la sua ansia è cresciuta, il senso di oppressione è diventato soffocante e non più sostenibile ha deciso di togliersi la vita, e i segni sono evidenti. Poi invece è sceso per qualche motivo al piano di sotto e ha ucciso la nonna. Un omicidio che non ricorda, tanto che nell’interrogatorio alle contestazioni del giudice sulla morte della nonna ha risposto che lo apprendeva in quel momento. Dolore su dolore per la famiglia che resta unita e vicina ad Alessandro nel momento più drammatico della sua esistenza.

PARLA L’AVVOCATO

«Si conferma una situazione molto dolorosa per la famiglia, che è unita e non abbandona il ragazzo», precisa l’avvocato Toppeta. «Senza togliere nulla alla gravità del fatto, che è un omicidio che fa rabbrividire, c’è da dire che è frutto di una malattia che Alessandro si porta dietro da un po’. È un fatto grave che nessuno può giudicare e sul quale sentenziare al di fuori di chi indaga. Condivido l’appello della famiglia a porre un freno al proliferare, sui social, di commenti e giudizi espressi da chi non conosce i fatti, le persone coinvolte alimentando un clima di odio, disinformazione e pregiudizio che nulla ha a che vedere con la ricerca della verità. I social non sono una zona franca». Frasi che al dolore aggiungono altro dolore e rabbia in famiglie dilaniante dalla perdita di una mamma, zia, nonna come Gilda, e il futuro strappato ad Alessandro, giovane ingegnere che a settembre era proiettato verso la Spagna per la specializzazione.

FAMIGLIE DISTRUTTE

Famiglie scioccate dal fatto che a togliere la vita alla 89enne è stato in modo cruento il nipote adorato e dal quale era amata come una mamma, persa 7 anni fa. Alessandro che dopo l’omicidio ha telefonato alla zia Mariella Carpineto a Londra, alla quale pure era molto legato, dicendole di aver fatto qualcosa di grave. Ed è stata la zia ad avvisare i cugini ad Altino che hanno attivato i soccorsi. Un piccolo sprazzo di lucidità prima di risprofondare nel buio. Famiglie distrutte e comunità di Altino ancora sconvolta per quanto accaduto, ma che è pronta oggi a dare l’ultimo saluto a Gilda Di Giuseppe: alle 16.30 c’è il funerale nella chiesa di Santa Maria del popolo.