Alpinisti salvati in montagna a due mesi dalla scomparsa dell’escursionista polacco

19 Gennaio 2026

È stata una giornata di paura, quella di ieri, sul Gran Sasso. E intanto di Karol Brozek ancora nessuna traccia

L’AQUILA. Ieri due 26enni romani sono scivolati per decine di metri e poi rimasti bloccati in uno dei canaloni del Monte Ocre, a 1.900 metri. Delicato l’intervento di recupero da parte dei soccorritori, impossibilitati a evacuare i giovani con l’elicottero per via delle avverse condizioni meteo. Dopo aver raggiunto e verificato via terra le buone condizioni dei due, e averli messi in sicurezza, è iniziata una lunga e complessa discesa fino alla strada, condotta mediante numerosi ancoraggi di sicurezza. E intanto sono due mesi senza Karol Brozek. Era infatti il 19 novembre 2025 quando le telecamere che puntano sul piazzale di Campo Imperatore hanno immortalato per l’ultima volta un uomo di mezza età scendere da un camper in compagnia dei suoi due cani. Dalle immagini si vede l’uomo incamminarsi fino a sparire dall’inquadratura, e non solo da quella.

I carabinieri di Pizzoli, quando analizzano quei fotogrammi, hanno infatti già sfondato un finestrino per poi venire in possesso di un contratto di noleggio del mezzo, da cui desumono le generalità della persona scomparsa. Si tratta di un 44enne di origini polacche, del quale però non vi è traccia. Viene quindi allertato il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e il Soccorso alpino della Guardia di finanza, i cui uomini si incamminano subito tra quelle vette imbiancate, coadiuvati dalle riprese aeree dei droni dei vigili del fuoco, oltre a quelle degli elicotteri, quando il meteo lo permette.

Ai soccorritori si staglia però subito uno scenario da incubo: cime e canaloni imbiancati e a rischio valanghe, e neanche un indizio su cui orientare le ricerche, fatta eccezione di un paio di segnali emessi dal gps dell’orologio del disperso nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa e di alcune segnalazioni da parte di presunti medium, poi verificate, ma senza esito. Nel frattempo, però, anche i familiari della persona dispersa si muovono dalla Polonia, con la sorella di Karol, Diana Brozek, che sporge una denuncia di scomparsa alle autorità del suo Paese.

Dopo di che fa le valigie e si presenta in Italia in compagnia di una militare vicina alla famiglia per seguire in prima persona le operazioni dei soccorritori. Quindi il miracolo, che riaccende le speranze di ritrovare il 44enne: uno dei cani spunta all’improvviso dalla neve, denutrito ma complessivamente in buone condizioni. Anche se del suo padrone, e del secondo cane, non è mai saltato fuori neanche un indizio.

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