L’Aquila

Morta in casa, c’è l’ipotesi intossicazione

12 Gennaio 2026

Alessandra Pagliaro era ai piedi di una poltrona elettrica tra fiamme e fumo. Al vaglio degli inquirenti un possibile corto circuito della sedia meccanizzata o un mozzicone di sigaretta

L’AQUILA. Tragedia in via delle Nocelle, nel quartiere di San Sisto. La seconda domenica dell’anno è cominciata, infatti, con una chiamata d’emergenza ai carabinieri, accorsi intorno alle 11 al pianterreno di una palazzina insieme ai vigili del fuoco, a seguito della segnalazione di un principio d’incendio in appartamento. All’interno, una persona riversa sul pavimento ai piedi di una poltrona elettrica, ormai priva di vita. Si tratta di Alessandra Pagliaro, 81 anni, madre del funzionario comunale Carlo Bolino, in quel momento fuori città.

Sarebbe stato lui a lanciare l’allarme dopo aver provato a contattare più volte l’anziana madre, senza mai ricevere risposta. Quindi la chiamata a una parente, giunta per prima sul posto con una seconda chiave. E l’ingresso nell’appartamento insieme ad altri due residenti dello stabile, fino alla scoperta del corpo a terra avvolto dal fumo, che non dava segni di vita. Immediata la chiamata al 118, con gli operatori sanitari che però non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Inquirenti poi al lavoro fino al primo pomeriggio per cercare di individuare le cause del rogo, subito spento dai vigili del fuoco. Tra le ipotesi, un corto circuito della sedia meccanizzata su cui era seduta la donna, e da cui forse ha provato a mettersi in salvo una volta notate le fiamme, salvo poi perdere i sensi a causa del fumo. Non si esclude, però, che l’incendio possa essersi generato a causa di un mozzicone di sigaretta, con l’anziana che potrebbe essersi addormentata e poi svegliata quando era ormai troppo tardi.

Su disposizione del magistrato di turno – dottoressa Roberta D’Avolio – la salma è stata quindi posta sotto sequestro e oggi sarà conferito l’incarico per l’esame autoptico che chiarirà le cause del decesso, che da una primissima ricognizione sembrerebbe riconducibile a un’asfissia dovuta a intossicazione. Da stabilire, però, in quale misura le ustioni trovate sul corpo della donna abbiano contribuito a determinarne la morte. L’immobile è stato infine posto sotto sequestro e la salma trasportata all’obitorio dell’ospedale San Salvatore, dove è tuttora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sgomento si è diffuso in breve tempo in tutto il quartiere, con diversi residenti incuriositi dall’arrivo dei mezzi di soccorso e avvicinatisi per chiedere cosa potesse essere accaduto. Poi la risposta, che nessuno di loro avrebbe voluto sentire: «Sandra non c’è più». Quindi le lacrime. E il silenzio. Con qualcuno che ha da controbattere solo un timido: «Non è possibile», quando ormai il carro funebre, però, sta già facendo manovra nel piazzale.

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