Docente rischia di soffocare a scuola, salvata da una studentessa

L’intervento decisivo di Domitilla Savini al liceo Spaventa. Eseguendo la manovra di Heimlich ha evitato il peggio
CITTÀ SANT’ANGELO. «In questi giorni ho riflettuto sul fatto che senza di lei, probabilmente, non mi sarei salvata. È il mio angelo custode, le sarò eternamente grata». Smentiamo il cliché dei giovani senza valori per dare spazio a chi, invece, il rispetto lo dimostra con i fatti. Giuliana De Prophetis, professoressa di lingua e civiltà francese nel liceo linguistico Bertrando Spaventa di Città Sant’Angelo, racconta al Centro la mattina dell’8 aprile scorso, quando una studentessa dell’ultimo anno, Domitilla Savini, 18 anni, le ha salvato la vita intervenendo con la manovra di Heimlich durante la pausa ricreazione.
Si è trattato di un gesto «istintivo, rapido» che ha evitato conseguenze gravi in un momento di difficoltà improvvisa, quando la docente ha rischiato di soffocarsi durante il pasto. Così la narrazione di una gioventù irrispettosa cede il passo a una realtà diversa: quella dei tanti giovani che il rispetto lo praticano ogni giorno. Spesso sono oscurati dalla cronaca violenta – come il recente accoltellamento dell’insegnante a Bergamo per opera di un ragazzino di 13 anni – perché il bene fa meno rumore del male. La dirigente scolastica Lorella Romano a sottolinearlo in una nota: «Quando uno studente non si limita a studiare sui libri, ma dimostra di saper agire con responsabilità e umanità in un momento critico, significa che la scuola e la famiglia hanno raggiunto il loro obiettivo più alto».
A raccontare i fatti è la docente De Prophetis, con la voce rotta dalla commozione. «Era una mattinata come tutte le altre. Durante la pausa ricreazione la maggior parte della classe è uscita ed erano rimaste solo quattro alunne, tra cui Domitilla. Ho preso dalla borsa il mio pacchetto di crackers e, dopo aver fatto il primo morso, mi sono accorta che un pezzo è sceso prima del dovuto. Non riuscivo a respirare, sono entrata nel panico perché mi era andato di traverso. Ho provato a bere un po’ d’acqua ma la situazione non migliorava, lo sentivo ancora lì». A quel punto la docente ha pensato di trovare un modo per chiedere aiuto.
«Non riuscivo a parlare, quindi è stato difficile gestire la situazione. Ho deciso di alzarmi e di gesticolare alle studentesse per far capire che mi trovavo in una situazione di pericolo e che avevo bisogno di soccorso», racconta la professoressa. «All’inizio sono rimaste interdette, non sapevano cosa fare e nessuno si muoveva. Chiaramente erano scioccate perché non se lo aspettavano». Domitilla decide allora di prendere in mano la situazione e di applicare, nonostante la paura, la manovra di primo soccorso grazie agli insegnamenti della madre.
«Nonostante la ragazza non abbia seguito corsi di primo soccorso è riuscita ad applicare la manovra alla perfezione e a salvarmi la vita. Grazie alla sua prontezza nel giro di pochi secondi mi ha liberato le vie respiratorie. Subito dopo ci siamo abbracciate, è stato un momento intenso. E ancora oggi, nonostante tutto sia andato per il verso giusto, mi commuovo a raccontare quanto è successo. Consideri che, quella mattina, alla fine sono tornata a casa perché mi tremavano le gambe e, per la paura, avevo la pressione molto alta. Il giorno dopo però ho parlato con Domitilla per ringraziarla ancora una volta. Mi ha detto che all’inizio aveva paura di intervenire perché pensava di poter peggiorare la situazione, ma alla fine ci è riuscita».
La docente sottolinea come il risultato sia frutto di due fattori chiave: il lavoro formativo svolto dalla scuola e la preparazione specifica della studentessa nelle tecniche di primo intervento. «È importante dire che non tutti i ragazzi sono violenti e irrispettosi, anzi. Il suo gesto non ha prezzo e va oltre ogni mio possibile ringraziamento. Noi docenti, così come la dirigente scolastica, cerchiamo di educare ogni giorno i nostri studenti all’attenzione e al rispetto per il prossimo. Il nostro liceo, da sempre, oltre che alla didattica e al comportamenti dei ragazzi, dedica molto tempo e attenzione alla loro crescita umana». E poi c’è il secondo aspetto da tenere in considerazione: «Questa vicenda mi ha fatto riflettere su quanto sia importante conoscere le manovre di primo soccorso per intervenire in tempo in casi come questi».
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