Il mercato all’ingrosso apre ai cibi tipici d’Abruzzo

La grande catena di distribuzione Metro Italia fa spazio alle produzioni locali. E di legame con il territorio si è parlato in un incontro tra produttori a Pescara
PESCARA.
Il Montepulciano, i salumi, la pasta fatta in casa come raccontavano le nonne. E poi i liquori ricavati dalle erbe del Parco, i formaggi fatti nei vecchi casali contadini. È l’Abruzzo dei prodotti tipici e delle eccellenze che trova un’importante finestra di commercializzazione nel grande mercato dell’horeca (ristorazione e alberghi) e dei consumatori all’ingrosso. L’opportunità arriva da Metro Italia, fra le più grandi catene di distribuzione, che ha deciso di allargare le maglie alle realtà locali. Una strategia di sostenibilità che va nella direzione che cerca e richiede l’Abruzzo selfmade, dei produttori che da anni tirano da soli il carro delle tradizioni e si fanno largo tra burocrazia, disciplinari, difficoltà logistiche e di commercializzazione.
Metro Italia è il grande mercato delle partite Iva. In assortimento a livello nazionale ha circa 7mila prodotti locali di cui 193 dell’Abruzzo, e collabora con 26 aziende e piccole medie imprese abruzzesi la cui maggior parte dei prodotti è certificata: Igt (13), Dop (9), Igp (6), Pat (21), Doc (32), Docg (1). Ad esempio, solo nel settore dei vini conta complessivamente 90 etichette, di cui 18 trattate anche al di fuori della regione, con 59 vini Doc e 31 Igt frutto della collaborazione con 13 fornitori locali. E nel mercato della grande distribuzione regionale, Metro opera da 19 anni a San Giovanni Teatino, con un punto vendita che impiega circa 60 lavoratori.
Sostenibilità intesa come legame con il territorio di origine per favorire l’adozione da parte dei ristoratori di materie prime eccellenti, simbolo della tradizione locale. L’occasione per parlarne e avviare un confronto e promuovere quindi il tema è stata la decima tappa del tour “SquisITA – L’Italia in un boccone”, promosso da Metro Italia nel 2022 in occasione del suo 50° anniversario. Nel ristorante “La Taverna del Conte” dello chef Fabio Di Carlo a Pescara, si sono trovati così i rappresentanti istituzionali, Fipe Pescara e i quattro produttori locali Mugnaia Di Elice, Sorrentino, Toro e Rosarubra.
«I ristoratori sono ambasciatori quotidiani del territorio: scegliere materie prime locali significa sostenere l’economia regionale, preservare tradizioni e competenze artigianali e rispondere a un consumatore sempre più attento alla qualità, alla tracciabilità e alla sostenibilità», interviene Riccardo Padovano, presidente di Fipe Pescara, «in questo senso, il lavoro congiunto con realtà come Metro Italia rappresenta un modello virtuoso che aiuta le imprese dell’HoReCa a crescere, innovare e distinguersi sul mercato». Secondo Padovano, la ristorazione abruzzese ha le potenzialità per rafforzare il proprio ruolo come motore culturale ed economico: «Iniziative come questa contribuiscono concretamente a costruire valore, relazioni e nuove opportunità per tutta la filiera».
L'obiettivo è far arrivare sulle tavole dei ristoranti sempre più prodotti abruzzesi che esprimono autenticità e coerenza come sottolinea Dino D’Annunzio della Mugnaia di Elice. «E in un contesto in cui il consumatore è sempre più consapevole ed esigente», aggiunge Marino Sorrentino, dell’omonimo stabilimento di salumi di Mozzagrogna, «crediamo che autenticità e trasparenza siano valori imprescindibili». Per Fabrizio Toro, dello storico liquorificio di Tocco da Casauria: «Metro consente di portare nei locali e nei ristoranti un prodotto autentico, mantenendo al centro l’artigianalità». Concetto caro anche a Domenico Angeloni di Rosarubra di Pietranico sottolineando come il proprio progetto vitivinicolo nasca con «l’obiettivo di esprimere in modo autentico l’identità dell’Abruzzo».
Una produzione senza compromessi e soprattutto distintiva riunita sotto il valore del marchio Abruzzo. «Parliamo di una regione che è culla della tradizione gastronomica italiana», commenta Alessia Vanzulli, Head of fresh, own brand & localism di Metro Italia, tornando alla strategia di sostenibilità che fa perno su qualità, artigianalità e passione: «Attraverso il nostro impegno al fianco dei produttori e dei professionisti dell’Horeca, vogliamo continuare a sostenere e valorizzare queste eccellenze, promuovendo filiere sostenibili e una cultura del cibo autentica e responsabile».
Da una parte i produttori locali (con la loro filiera) dall’altra i grandi consumatori. Con Metro che fa da collante, distributore e garante. Di cui lo chef, padrone di casa, Fabio Di Carlo, è testimone e fruitore: «Ciò che non trovo nei miei piccoli e tradizionali fornitori locali, lo trovo vicino a casa a San Giovanni Teatino. Ogni piatto racconta una storia fatta di tradizione, cura e autenticità, trasformando ingredienti locali in un’esperienza che parla al cuore. Il mio invito è di restare fedeli alle origini, valorizzando con passione ciò che la nostra terra ci regala ogni giorno».

