Inchiesta Superbonus, la difesa di Amadio

L’avvocato del rappresentante legale di Talento System: «Nessun credito utilizzato né danno all’Erario»
PESCARA. Sulla richiesta di rinvio a giudizio per una presunta truffa per il conseguimento del Superbonus 110, firmata dal pm Fabiana Rapino e trasformata in processo dal gup, interviene l'avvocato Paolo Borrelli che rappresenta uno dei due imputati, Gianfranco Amadio, rappresentante legale della “Talento System Digital Investment srl”, chiamato in causa dalla procura insieme al tecnico Nicola Di Bon.
Nell’evidenziare la correttezza dell’articolo riportato da Il Centro in relazione «all'esistenza di un procedimento penale», il legale sottolinea che a carico del suo assistito non esistono altri procedimenti e che non sarebbero state riportate «circostanze decisive e oggettivamente riscontrabili che smentiscono tale ricostruzione», riferendosi ai reati contestati che riguardano l’evasione fiscale e la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Argomentazioni difensive che comunque non sono riportate nel capo di imputazione stilato dal magistrato e che adesso l’interessato avrà la possibilità di esporre nel corso del processo la cui prima udienza è stata fissata per il 14 aprile prossimo.
Il legale sottolinea che la società «non ha mai utilizzato, monetizzato o beneficiato in alcun modo dei crediti d'imposta oggetto di contestazione», aggiungendo che «per la restante quota di credito, la Talento System ha chiesto l'annullamento del credito all'Agenzia delle Entrate. Si tratta di un comportamento del tutto incompatibile con l'ipotesi di un intento fraudolento: nessun danno è stato arrecato all'Erario, non essendosi mai verificato alcun indebito conseguimento di erogazioni pubbliche». Tesi difensive sicuramente valide che ora potranno essere portate all’attenzione del giudice in dibattimento.
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