Liti e schiamazzi fino a tardi, esposti dei residenti: ecco perché il Megà è stato chiuso

Il questore firma il provvedimento, valido per una settimana, a tutela della pubblica sicurezza
PESCARA. Le segnalazioni dei residenti, le polemiche e le lamentele per gli schiamazzi e il vociare troppo forti fuori dal locale. Ma non solo: anche litigi ed episodi violenti che gli agenti di polizia hanno già attenzionato. E sono proprio questi alcuni dei motivi per cui è scattata per una settimana la chiusura della discoteca Megà in via Bologna. Niente festa e musica nel locale sul lungofiume, uno dei simboli della movida pescarese, che proprio questa sera aveva programmato un evento. La discoteca è stata chiusa ieri dalla polizia che ha seguito un provvedimento emesso dal questore Carlo Solimene «a tutela della pubblica sicurezza».
La sospensione è arrivata dopo ripetute ispezioni e controlli in borghese nell’ambito delle attività contro la malamovida, spesso legata a comportamenti preoccupanti da parte di giovanissimi. Sulla base degli elementi raccolti, il questore ha disposto la sospensione della licenza per sette giorni, ai sensi dell’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), per garantire ordine pubblico e sicurezza.
L’intervento della polizia rientra in un più ampio piano di prevenzione e sicurezza, reso necessario anche da episodi malavitosi che si sono registrati nelle settimane precedenti in zona. Gli accertamenti su quei fatti sono tuttora in corso. I gestori del Megà, i fratelli Boris e Raul Vaccaro, alla guida del locale dal 2017, si dicono dispiaciuti: «Stiamo esaminando gli atti e valutando la possibilità di presentare ricorso», dicono al Centro, «siamo sempre stati per la legalità e, fin dall’inizio, abbiamo operato nel rispetto delle regole».
Non negano però quanto accaduto: «È vero che, come può accadere in qualsiasi contesto, si sono verificati alcuni episodi isolati e inevitabili», dicono, «ma si tratta di situazioni non gravi, che al massimo possono aver arrecato qualche disagio ai residenti della zona. In alcuni momenti si sono create piccole tensioni tra cittadini, soprattutto in orari più avanzati, ma nulla di particolarmente rilevante. Nonostante ciò, la polizia ha ritenuto di adottare questo provvedimento». Infine, il messaggio ai clienti: «Il locale riaprirà la prossima settimana e tornerà regolarmente alle sue attività per tutti i nostri affezionati».
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