Meloni esprime il suo cordoglio per Andrea: «Faremo ogni sforzo affinché non si ripeta più»

24 Settembre 2026

Polemiche contro il ministro Giuli. Nel pomeriggio la fiaccolata davanti al Colosseo

PESCARA

L’Italia si è svegliata da poco quando il ministero della Cultura dà la notizia: «Un operaio specializzato per lavori in fune in quota, Andrea Moretti, è morto in seguito a un incidente avvenuto all’interno dell’Anfiteatro Flavio». Sono le otto e mezza. Circa otto ore dopo la caduta di dieci metri che è costata la vita al ragazzo di 22 anni, originario di Tottea di Crognaleto. Alessandro Giuli ha passato la notte lì, sul posto. L’azienda per cui lavorava Andrea aveva preso il subappalto del ministero della Cultura. Lui deve esserci. Prende la decisione immediata di sospendere i lavori e, dopo il primo giro di visite, di interdire il Colosseo per il resto della giornata. Fa disporre una corona di fiori all’ingresso. Poi, a fine serata, deciderà di chiudere il Parco archeologico anche oggi, in segno di lutto. «Siamo sgomenti e storditi», sono le prime parole del ministro. «Le poche parole che riusciamo a esprimere le dedichiamo ad Andrea, alla sua famiglia, ai suoi affetti: rivolgiamo a tutti il nostro profondo, dolente cordoglio di fronte alla morte assurda di un giovane uomo impegnato nel proprio lavoro». Il ministro promette di fare luce sull’accaduto, e che farà di tutto perché non riaccada.

Questo è l’inizio di una convulsa giornata per il Paese. La fine sarà la fiaccolata di sindacati e studenti, insieme, davanti al Colosseo, per protestare contro l’ennesima morte bianca. «Non si può morire di lavoro». In mezzo, la politica si stringe in cordoglio del giovane operaio. Ma non senza risparmiarsi qualche botta e risposta per l’orario in cui sarebbe stata decisa la chiusura dell’anfiteatro.

Giorgia Meloni è tra i primi a pronunciarsi: «La notizia ci colpisce e ci addolora profondamente. Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi colleghi in questo difficilissimo momento. E formulare l'auspicio che sia fatta piena luce, nel più breve tempo possibile, sull'accaduto. Morire a 22 anni è inaccettabile, lo è ancora di più se questo accade sul posto di lavoro. Anche nel nome di Andrea continueremo a fare la nostra parte, ad impegnarci e a compiere ogni sforzo affinché tragedie simili non si ripetano più», dice la premier.

La decisione di Giuli, attuata «soltanto» in tarda mattinata, di interdire completamente l’ingresso al Colosseo genera la rabbia dell’Unione sindacati di base, che lamenta che una presa di posizione del genere sia stata presa «soltanto a seguito delle proteste dei lavoratori». Il sindacato proclamerà poi lo sciopero dei lavoratori del Parco archeologico del Colosseo per la giornata di oggi. È ancora prima mattina quando Matteo Orfini, componente della commissione Cultura alla Camera, prende posizione in maniera netta: «Non è possibile morire sul lavoro e lo è ancora meno quando si muore all’interno di un sito del ministero della Cultura, nel monumento forse più famoso del mondo», incalza Orfini. E aggiunge: «Fino a quando non saranno chiarite le dinamiche dell’incidente e verificate tutte le condizioni di sicurezza, credo che il sito debba restare chiuso». Lo sarà. Lucio Malan e Galeazzo Bignami difendono a spada tratta il loro ministro. «Di fronte a una tragedia umana di questa portata», risponde Bignami, «la sinistra imbastisce la solita, squallida polemica politica per colpire il governo. Il Pd dovrebbe avere la decenza di informarsi su quanto accaduto». «L’atteggiamento del Partito democratico è sconcertante», aggiunge Malan.

Al di là di questo scontro, il dolore è unanime. «Pensare che un ragazzo di 22 anni debba morire in un cantiere, tra l'altro lavorando dentro un cantiere pubblico, credo che indichi la gravità e l'insopportabilità della situazione a cui siamo giunti», è il commento del segretario della Cgil Maurizio Landini. «E di nuovo stiamo parlando di un lavoratore che lavorava in una ditta di appalto, tra l'altro in un settore pubblico». «Andrea Moretti lavorava per dare luce a uno dei simboli del nostro Paese. È stato doveroso da parte del ministro Giuli chiudere al pubblico il Colosseo. Fermarsi, tutte e tutti, deve però essere necessario a prendere atto di una verità drammatica: se si muore di lavoro persino nel luogo simbolo dell'Italia, il problema è strutturale», sottolinea la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, che chiede al governo non solo «lutto e cordoglio», ma anche provvedimenti per garantire la sicurezza sul lavoro. Anche la senatrice dem Cecilia D’Elia chiede di fare chiarezza sull’accaduto: «La sicurezza sul lavoro è un obiettivo imprescindibile, è inaccettabile che si perda la vita lavorando, soprattutto in giovane età. E soprattutto se questo accade in un sito pubblico». E l’abruzzese Michele Fina aggiunge: «La morte di Andrea Moretti è una tragedia che colpisce profondamente la nostra comunità abruzzese e l’intero Paese. E confidiamo nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce sull’incidente. Di fronte a tragedie come questa siamo ancora una volta richiamati ad un più forte impegno: investire sempre di più nella formazione che garantisca prevenzione e sicurezza. Dobbiamo farlo, tutelando i lavoratori e aiutando le imprese, per rendere effettivo quel principio fondante della Repubblica fondata sul lavoro, sancito nella Costituzione».

Tra le 18 e le 19 i manifestanti cominciano a riunirsi davanti al Colosseo. I sindacati, la rete degli studenti medi, gli appartenenti all’Opposizione studentesca alternativa. Sventolano striscioni, manifesti. «Non si può morire di lavoro a 22 anni». «Dovevo andare in pensione», scritto su una sagoma di un operaio senza volto.

«Fermiamo la strage». La Uil chiede l’introduzione di una nuova figura di reato. «Registriamo ogni giorno tre morti sul lavoro. Chiediamo l'istituzione dell'omicidio sul lavoro, così come esistono l'omicidio nautico e l'omicidio stradale», dice il segretario Maurizio Lago. «Non possiamo assolutamente tollerare che si continui a morire di lavoro, perché il lavoro e la vita umana devono essere messi al centro di ogni azione», rincara la dose la Cisl.

Il Colosseo rimarrà chiuso anche oggi. La Rai in una nota comunica la sospensione delle attività di riprese relative alla serata evento di Alberto Angela, che sarebbe dovuta andare in onda il 27 settembre. L’Italia, oggi, può aspettare.

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