Omicidio Crox, la nonna cita in giudizio i ragazzi del gruppo e la comunità

11 Marzo 2026

Per Olga Cipriani i quattro che seguirono gli assassini erano consapevoli della spedizione punitiva. Chiesto il risarcimento anche al “Piccolo principe”: non vigilò sul ragazzo

PESCARA. La tragica morte del sedicenne Christopher Thomas Luciani (Crox per gli amici), dopo le condanne dei due responsabili del delitto che si consumò nel parco Baden Powell di Pescara il 23 giugno del 2024, dalle aule penali (del tribunale dei minori dell'Aquila) si sposta in quelle civili del tribunale di Pescara. La nonna di Crox, Olga Cipriani, assistita dall’avvocato Giacomo Marganella, affiancato dalla collega Cecilia Ventura, ha inviato una citazione civile per ottenere il risarcimento del danno.

E lo ha fatto coinvolgendo anche i quattro ragazzi (tutti minorenni come i due assassini) rimasti fuori dal processo penale, ma che quel pomeriggio parteciparono alla caccia a Crox e insieme ai due condannati si recarono nel parco di via Raffaello dove la vittima venne raggiunta a sorpresa, alle spalle, dalle prime terribili coltellate risultate fatali: 25 i fendenti che i due condannati inflissero a Crox per 70 euro che il primo accoltellatore gli aveva dato per procurargli del “fumo” mai arrivato. Ma, oltre al gruppo, mai coinvolto nel delitto, la nonna di Crox chiama in causa anche la comunità “Piccolo Principe”, dove il nipote sarebbe dovuto rimanere mentre se ne allontanò indisturbato.

È bene ricordare che la famiglia del primo accoltellatore (figlio di una avvocata di Pescara, condannato in appello a 16 anni di reclusione), attraverso l’opera di mediazione dei suoi legali (gli avvocati Massimo Galasso e Roberto Mariani), prima della decisione di secondo grado aveva raggiunto un accordo economico con la nonna, liquidandole 155mila euro e uscendo così definitivamente da ogni possibile ricorso civile per il risarcimento. Nessuna offerta venne invece avanzata dai legali del secondo accoltellatore, figlio di un carabiniere (assistito dagli avvocati Italo Colaneri e Giancarlo Crosetti che ora, nella causa civile, saranno sostituiti dalle colleghe Daniela Mincione e Mariagrazia Baldacci) cui i giudici di secondo grado inflissero una condanna a 14 anni.

Dunque, ora sarà un giudice civile, Rossana Villani (che proviene peraltro dal penale) che ha fissato la prima udienza al 24 luglio, a esprimersi su questa richiesta risarcitoria che allarga il campo alle responsabilità di soggetti mai chiamati in causa nel processo penale, primo fra tutti il figlio di un secondo carabiniere. Il ragazzo assistette a pochi metri di distanza a una parte di quella mattanza allontanandosi sconvolto, sì, ma per poi andare al mare con gli assassini e gli altri del gruppo. Solo in serata, una volta a casa, raccontò tutto al padre permettendo di ritrovare il corpo di Crox fra i cespugli del parco e, agli investigatori della Mobile, di venire a capo dell’omicidio nel giro di una notte.

Ma tutti, anche gli altri ragazzi che restarono in disparte in quel parco, sapevano che si trattava di una spedizione punitiva, e anche che il secondo accoltellatore era stato incaricato dal primo di portare con sé un coltello (poi usato per l'omicidio) e una pistola: armi che non vennero mai ritrovate. E dunque ognuno di loro, stando almeno a quanto si sostiene nella citazione a giudizio, era a conoscenza di quanto sarebbe accaduto: quantomeno che il povero Crox sarebbe stato picchiato per quello sgarro compiuto ai danni di quello che al momento veniva ritenuto il leader del gruppo, e che tutti seguirono in silenzio senza dire una parola. E dopo il delitto tutti erano a conoscenza dell’epilogo mentre lasciavano il parco per andare al mare.

Ma nella citazione trova posto anche la Comunità “Piccolo Principe” che secondo i legali di nonna Olga avrebbero avuto un ruolo importante, una mancata vigilanza che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi: si parla di comportamenti e omissioni che a diverso titolo avrebbero contribuito alla tragica sequenza degli eventi. Il giudice civile, quindi, anche in questo caso sarà chiamato a verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità concorrenti nella vicenda, con particolare riferimento proprio alle condotte dei soggetti e agli obblighi di vigilanza e di controllo che non ci sarebbero stati, visto che Crox si allontanò dalla struttura per tornare a casa: per cui potrebbe trattarsi di comportanti che avrebbero potuto incidere sul verificarsi dell’evento.

Va detto che dal punto di vista penale (che proseguirà con il ricorso in Cassazione) i giudici di secondo grado avevano escluso dall’accusa l’aggravante della crudeltà, lasciando quella dei futili motivi, facendo scendere di poco la pena a 16 anni per l'imputato che colpì per primo, e a 14 anni per il complice che ricevette il coltello per continuare la mattanza. I legali di nonna Olga hanno anche quantificato il risarcimento, diversificando le somme a seconda delle posizioni. Non è escluso che, in questo lasso di tempo prima dell'inizio della causa civile, possa arrivare, da parte dei citati in causa, una possibile richiesta di trattativa per evitare il processo civile.

NOTA DELLA COMUNITÀ “PICCOLO PRINCIPE” – In una nota, la Comunità “Piccolo Principe” scrive quanto segue: “In riferimento alla notizia apparsa oggi nel quotidiano locale Il Centro e in altre testate giornalistiche, locali e non, la nostra associazione Piccolo Principe Aps di Pescara fa presente di non essere destinataria di tale richiesta risarcitoria, essendo, il giovane Christopher Luciani ospite, all’epoca dei fatti, di un’altra comunità del territorio regionale. Rimarcando la totale estraneità a tale vicenda, pur condividendo la sofferenza dei familiari del ragazzo, si fa altresì presente di aver chiesto alla redazione de “Il Centro” di rettificare (o quanto meno specificare meglio) i riferimenti della comunità educativa interessata, riservandosi di adire altre vie, giudiziali e stragiudiziali, per tutelare l’immagine della nostra associazione”.

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