Tentato adescamento di un minore a Pratola Peligna, rientra l’allarme

La sindaca Antonella Di Nino

23 Marzo 2026

I due operai che erano a bordo del furgone sospetto smentiscono ogni illazione: «È stato un equivoco»

PRATOLA PELIGNA. «Non abbiamo avuto alcun tipo di contatto con il ragazzo». Si sono difesi così i due operai accusati di aver tentato di adescare un ragazzino di 13 anni nella mattinata di sabato nei pressi dell’ex giudice di pace di Pratola Peligna. I carabinieri della compagnia di Sulmona, agli ordini del maggiore Toni Di Giosia, hanno convocato in caserma il padre del ragazzo per mettere nero su bianco quanto accaduto e sono riusciti a risalire ai due operai che si trovavano a bordo di un furgone bianco.

I due, nordafricani che lavorano per una ditta del posto e risiedono a Pratola Peligna, hanno negato tutte le accuse: «Al ragazzino non abbiamo detto proprio nulla. Non ci siamo avvicinati né abbiamo tentato di adescarlo», hanno riferito agli inquirenti respingendo con fermezza quanto contestato. Diversa la tesi del genitore del tredicenne che, tuttavia, non ha voluto per il momento sporgere denuncia.

«Il mio intento era quello di dare un segnale affinché venissero individuati e ammoniti. Certo episodi non si devono più ripetere», insiste il padre del ragazzino. Che ribatte: «Mio figlio non si è inventato nulla. I fatti sono quelli descritti: gli è stato offerto con insistenza un passaggio in auto e ciò nonostante il suo fermo rifiuto. Sono pronto a portare il ragazzo in caserma se sarà necessario».

Versioni contrapposte, insomma, che sul piano investigativo non hanno dato luogo per il momento a un’inchiesta penale. Il fatto aveva suscitato molto preoccupazione nella cittadina peligna soprattutto dopo il messaggio postato sui social della sindaca Antonella Di Nino. Le forze dell’ordine ricordano l’importanza di segnalare eventuali emergenze al numero unico del 112 che è in grado non solo di recepire la segnalazione ma di evaderla con tempismo.

Nella comunità intanto si è ristabilito un clima di serenità. Alla base dell’episodio, secondo gli investigatori, potrebbe esserci un fraintendimento. La scena infatti è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza che si trovano nella sede municipale. I carabinieri hanno rintracciato anche il furgone parcheggiato vicino al cantiere.

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