Ragazzina abusata e ricattata: 18enne a processo a giugno

Alla sbarra il maggiorenne del gruppo che costrinse la vittima ad avere rapporti mentre veniva filmata. Gli altri due indagati saranno giudicati ad aprile dal tribunale per i minorenni
SULMONA. Sarà processato l’unico maggiorenne del gruppo accusato di violenza sessuale ai danni della 12enne abusata e ricattata attraverso la diffusione di video che la ritraevano. Lo ha stabilito il gip del tribunale del capoluogo abruzzese, Bianca Maria Colangelo, che ha disposto il giudizio immediato per il prossimo 17 giugno davanti al collegio del tribunale di Sulmona. Il gip ha accolto la richiesta della Procura distrettuale antimafia, secondo la quale gli elementi raccolti a carico del 18enne, difeso dall’avvocato Alessandro Scelli, sono più che solidi per una ragionevole previsione di condanna.
A giudizio, con rito abbreviato fissato per il prossimo 7 aprile davanti al tribunale per i minorenni dell’Aquila, sono finiti anche il 14enne e il 17enne, accusati di aver agito in concorso con l’amico 18enne. Nei mesi scorsi la 12enne era stata risentita dai giudici con l’incidente probatorio nel corso del quale, in un’ora di esame, aveva confermato tutte le accuse, ripercorrendo le fasi della vicenda e ribadendo che era stata abusata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, per cinque mesi di fila, e che non poteva sottrarsi a quei rapporti sessuali perché veniva ricattata.
I fatti risalgono al periodo compreso tra l’aprile e l’agosto del 2025. Il primo approccio era avvenuto nel parcheggio di Santa Chiara dove la ragazzina aveva avuto un rapporto sessuale con il 14enne. Il ragazzino aveva raccontato tutto al maggiorenne e al 17enne e da quel momento per la minore era cominciato l’incubo. La 12enne era costretta non solo a ad avere rapporti sessuali, ma a farsi immortalare. Uno dei video finiti sotto la lente delle magistratura era durato fino a dodici minuti. Un incubo andato avanti per cinque mesi fino all’agosto 2025 quando la ragazza si è accorta che era finita in chat. Uno dei video era stato infatti condiviso sul gruppo WhatsApp degli amici. È a quel punto che la 12enne ha deciso di chiedere aiuto al numero unico di emergenza 114, riservato alle vittime di abusi.
La segnalazione era stata raccolta dagli esperti, che avevano attivato il percorso previsto in questi casi. I carabinieri della compagnia di Sulmona avevano quindi sequestrato telefoni e dispositivi in uso ai tre giovanissimi, poi finiti in carcere lo scorso 24 ottobre. I minori, dopo le presunte torture subite negli istituti penitenziari di Casal del Marmo e dell’Aquila, erano stati collocati in comunità, mentre l’unico maggiorenne del gruppo si trova ancora dietro le sbarre. Le accuse sono di violenza sessuale aggravata, produzione di materiale pornografico, atti sessuali con minorenne e atti persecutori. Nel corso delle indagini preliminari il tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva disposto una perizia psico-diagnostica che ha accertato la capacità testimoniale della vittima. La ragazza è assistita dall’avvocata Maria Grazia Lepore.
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