Pescara, Croce: «Brugman e Insigne sono le armi per la serie B»

Daniele, rosetano doc, è il doppio ex della partita di domani a Empoli: «Ho il cuore a metà e spero in un pareggio, ma il Delfino ha una marcia in più»
PESCARA. Empoli e Pescara, le due squadre del cuore di Daniele Croce. Il doppio ex (rosetano doc) dello spareggio salvezza di domani (ore 15) al Castellani si sente in forte imbarazzo prima della partita che metterà di fronte il suo passato. Da una parte il ricordo verso la città che lo ha lanciato nel calcio professionistico dopo la trafila nel settore giovanile (è stato vice campione d'Italia nella Primavera del 2001), dall'altra il posto dove si è consacrato con l'emozione dell'esordio e del primo gol in serie A, che ha scelto per vivere a fine carriera.
Croce, emozioni speciali?
«Impossibile negarle. D'altronde Empoli e Pescara sono state due tappe fondamentali del mio percorso calcistico. Non potrò mai dimenticare gli inizi in biancazzurro con i consigli preziosi di chi mi ha sempre voluto bene come Cetteo Di Mascio e Ferdinando Ruffini. In Toscana invece sono arrivato grazie al tecnico Maurizio Sarri che mi ha voluto con sè dopo le esperienze insieme nel Pescara, nell'Arezzo, nell'Alessandria e nel Sorrento. Ero un suo fedelissimo».
Difficile scegliere per chi tifare?
«I miei figli non hanno dubbi perchè sono nati qui in Toscana e mi hanno visto giocare con la maglia dell'Empoli per cinque anni. Personalmente, non me la sento di sbilanciarmi troppo: è una gara talmente importante che i punti servirebbero a entrambe. L'Empoli non vince da parecchio tempo ed è scivolato verso la parte bassa della classifica, mentre il Pescara è in grande ripresa dopo un avvio di stagione complicato per tanti motivi. Potrei cavarmela con un pareggio, anche se non darebbe grandi benefici nell'immediato per ciascuna delle due formazioni».
Si aspettava questo campionato da parte di Empoli e Pescara?
«Si tratta di due squadre che provengono da situazioni opposte. L'Empoli è retrocesso dalla serie A e non è mai facile riorganizzarsi quando vanno via i pezzi migliori. È mancata la stabilità di una guida tecnica con tre allenatori che si sono alternati sulla panchina e in questi casi basta poco per rischiare una doppio salto all'indietro. Il Pescara, invece, è ripartito con tanto entusiasmo dopo la promozione dalla C, ma ha pagato lo scotto della matricola. Fortunatamente, la società è stata brava a scegliere gli elementi giusti nel mercato di riparazione e anche lo staff ha fatto il suo per recuperarli in tempi brevi a una condizione accettabile. Sappiamo che calciatori del calibro di Brugman e Insigne, se in forma, rappresentano un lusso per la categoria».
Cosa potrebbe fare la differenza nella volata salvezza?
«Senz'altro il pubblico che per il Pescara è un fattore, specie nelle gare casalinghe. Ho studiato il calendario e ho visto che ha parecchi scontri diretti all'Adriatico. Basterà vincere quelle partite per centrare l'obiettivo».
Vedrà la partita domani?
«Purtroppo no, sarò all'Olimpico per Roma-Lecce e poi partirò per il ritiro della nazionale turca in vista dello spareggio mondiale con la Romania. Sono un collaboratore del ct Montella e sono spesso in viaggio all'estero. A San Miniato, invece, gestisco un centro padel con altri soci».
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