21 marzo

Oggi, ma nel 1900, a Fuorigrotta, quartiere della zona occidentale di Napoli, al civico 1 di via Canzanella, venivano rinvenuti i resti di Agostina Calabrese, detta “La calabrese”, ufficialmente avvenente cameriera fuggita dai padroni dopo aver rubato nella casa nella quale era a servizio, ma di fatto anche donna “dalla vita allegra” nota negli ambienti del porto, uccisa e tagliata in tre parti da Tobia Basile, di 56 anni, fornaio e pregiudicato. L'omicidio era avvenuto tre anni addietro, nel basso dove viveva Basile con la moglie e tre figli. Proprio sotto la caserma dei Carabinieri facente parte di Palazzo Stefanelli. Dopo il delitto aveva murato i pezzi di Agostina e sigillato l’approssimativa tomba col tavolo di pietra del lavatoio. La triste vicenda verrà ampiamente raccontata dal quotidiano milanese “Corriere della Sera”, del 23 marzo successivo, rendendola di portata nazionale.
E poi riferita anche dal settimanale “La Tribuna illustrata della Domenica”, dell’1 aprile, nella copertina a colori (nella foto, particolare). Ad Aversa, sempre nel casertano, verrà arrestato Giovanni Marinelli, ritenuto complice e sodale di bisbocce di Basile. Verosimilmente Agostina sarebbe stata fatta fuori, su mandato della camorra partenopea, perché aveva fatto arrestare due affiliati e con due denunce considerate pretestuose aveva pure tentato di farne finire in carcere altri due. Poi Basile confesserà che quanto recuperato nello scantinato fossero rimanenze del cadavere della moglie, Angiola Esposito. Secondo i rilievi autoptici la malcapitata sarebbe stata freddata con un colpo di martello alla testa, che aveva frantumato l’osso parietale destro, e poi segata in tre sezioni. E ben due anni addietro.
Ma era stata erroneamente fatta passare per fuggiasca con il giovane amante, anche lui di Fuorigrotta, in terra di Calabria o in America. Il tutto per rubarle 7mila lire in contanti che la donna aveva racimolato con il prestito ad usura. Basile, originario di Alvignano, in quel di Caserta, classe 1844, figlio di Domenico Basile, a sua volta panificatore come lui, aveva scritto su un suo pseudo-diario che la moglie fosse deceduta il 26 luglio 1898. Poi invece la Esposito verrà arrestata, proprio con l’amante che rimarrà ignoto, per furto, ad Ovada, in provincia di Alessandria, il 21 giugno successivo. Basile s’era già fatto esperienze dentro i reclusori per confinati a San Pancrazio di Cagliari, in Sardegna, e nei bagni penali riservati ai ladruncoli di Procida, Pesaro, Favignana, Gaeta, Granatello.

