la protesta

San Giovanni Teatino. Caldo record e impianti fuori uso: scioperano gli addetti Decathlon

31 Maggio 2026

Un climatizzatore guasto da settimane. La Cgil: «Tecnici arrivati solo quando il blocco è iniziato». E il consigliere Blasioli (Pd) chiede alla Regione un provvedimento a tutela dei lavoratori più esposti

SAN GIOVANNI TEATINO

Si è reso necessario uno sciopero di due giorni per spingere l’azienda a intervenire sul sistema di climatizzazione. I dipendenti del punto vendita Decathlon a San Giovanni Teatino sono in agitazione da ieri e proseguiranno la protesta anche nella giornata di oggi, denunciando condizioni di lavoro insostenibili a causa di un guasto all’impianto che si protrae (senza che nessuno intervenga) da settimane. Il blocco dei condizionatori coincide con l’ondata di calore che in questi giorni ha fatto registrare picchi superiori ai trenta gradi sul territorio e che, mercoledì scorso a Pescara – dove si è verificata l’allerta caldo arancione – ha provocato la prima vittima: Elisa Di Pentima, 85 anni, colpita da un arresto cardiaco mentre si trovava nel parco Florida. Le preoccupazioni dei lavoratori appaiono del tutto fondate se si guarda ai dati dello scorso anno: l’estate passata ha registrato un’impennata termica esponenziale, culminata in un luglio con picchi anomali di mortalità. In Abruzzo, la persistenza di temperature diurne sopra i trenta gradi e l’afa delle notti tropicali – con minime fisse oltre i 20 gradi – hanno causato 143 decessi in un solo mese, superando la media storica di 120 (di cui 125 tra gli over 70). Proprio per evitare i rischi legati a questa emergenza climatica, la Filcams Cgil Chieti ha confermato che lo sciopero nel punto vendita rimarrà in vigore fino alla definitiva riparazione dell'impianto di raffrescamento. «Questo intervento rappresenta un passo importante perché dimostra che i lavoratori, uniti e determinati, sanno come difendere i propri diritti e il proprio benessere sul luogo di lavoro», dichiara la segretaria generale locale, Daniela Primiterra, «continueremo a vigilare affinché le condizioni di lavoro siano sempre rispettose della dignità e della salute di tutti». C’è chi però ritiene che limitarsi a monitorare la situazione sia del tutto inutile, invocando invece interventi immediati a protezione dei lavoratori più esposti. Su questa posizione si schiera il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd). «Ho chiesto al presidente della Regione, Marco Marsilio, di valutare con urgenza l’adozione di un provvedimento a tutela dei lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature, in particolare di coloro che operano all’aperto o in ambienti particolarmente caldi durante le fasce orarie più critiche della giornata. Le condizioni climatiche estreme rappresentano un rischio concreto per la salute dei lavoratori. Per questo ho ritenuto necessario far presente la necessità di emanare un decreto valido per tutta la durata dell’emergenza climatica, prevedendo: la sospensione delle attività lavorative all’aperto nelle ore caratterizzate dal maggiore rischio da stress termico; l’adozione di misure organizzative e di prevenzione idonee a ridurre l’impatto del caldo estremo e a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori». Si tratta di richieste già adottate lo scorso anno sul territorio regionale per fare fronte all'emergenza caldo: la misura, varata dall’assessorato alle Attività produttive Tiziana Magnacca e controfirmata dal presidente Marsilio, prevedeva la sospensione delle attività lavorative dalle 12.30 alle 16, introducendo tutele specifiche per i comparti dell’agricoltura, del florovivaismo e dell’edilizia.