Senz’acqua per cinque giorni, gli esercenti: «Ora tasse ridotte»

19 Aprile 2026

Le associazioni di categoria chiedono un incontro con i vertici di Aca per valutare aiuti alle imprese. Taucci (Confesercenti): «Attività costrette ad accollarsi altre spese per restare aperte, ristori adeguati»

PESCARA. Tazzine e bicchieri monouso, serbatoi ricaricati con acqua minerale e, in alcuni casi, lo stop di uno o più giorni. L’emergenza idrica ha posto un freno alle attività commerciali, che hanno registrato una flessione degli incassi. Alcuni esercenti hanno deciso di resistere, altri hanno rinunciato. Ad ogni modo, i danni ci sono, fanno sapere le associazioni di categoria, che ora chiedono un supporto per i titolari di bar e ristoranti, ma anche per parrucchieri e negozi di lavanderia. Si chiede la riduzione delle tariffe e lo sconto in fattura. «Al momento non è possibile quantificare il danno reale subito dalle attività di ristorazione», dice il direttore provinciale di Confesercenti Gianni Taucci.

«Tuttavia, dal momento che c’è stata una cattiva informazione a monte, perché l’emergenza non è durata solo due giorni, ma cinque, a farne le spese sono stati gli imprenditori del food and beverage e in linea generale i commercianti. Abbiamo chiesto un incontro con i vertici di Aca. Puntiamo ad accordare uno sconto in fattura per le attività economiche più danneggiate». Confesercenti fa riferimento, in modo particolare, ai giorni in cui non è stato possibile utilizzare l’acqua che sgorga dai rubinetti e le attività sono state costrette ad accollarsi altre spese. «I costi vivi ricadono inevitabilmente sulle attività della ristorazione e del food in generale. Occorrono ristori adeguati».

Anche il direttore di Confartigianato Pescara Fabrizio Vianale valuta la necessità di organizzare un incontro con Aca, per capire fino a che punto è possibile chiedere una riduzione delle tariffe per le attività maggiormente colpite dai disagi degli ultimi giorni. «Il lento ritorno alla normalità ha danneggiato le imprese, già fortemente colpite da un aumento dei costi». Secondo Vianale, l’ente gestore dovrebbe riconoscere l’impatto concreto di questa emergenza. Di qui la richiesta di una riduzione delle tariffe a titolo di risarcimento del danno. E il direttore della Cna Pescara Luciano Di Lorito parla di «emergenza ancora incorso, per certi aspetti». Così come precisato alla vigilia degli interventi sulla condotta “Giardino”, si sofferma sulla difficoltà riscontrata da alcuni imprenditori nel garantire il servizio.

«Diverse attività, a parte quelle che tradizionalmente il lunedì sono ferme per chiusura infrasettimanale, come parrucchieri ed estetiste, si sono trovate a subire un danno notevole, soprattutto quelle che operano nel campo della ristorazione. E il riflesso involontario di questi interventi sugli incassi delle imprese commerciali e artigianali è stato in realtà più consistente del previsto». Una voce fuori dal coro è rappresentata dal presidente dalla Confcommercio Riccardo Padovano, che afferma: «Quella appena vissuta è una situazione di emergenza e, come tale, va gestita al meglio dotandosi di strumenti adeguati. Gli imprenditori, e vi assicuro che circa il 70% dei nostri associati lo ha fatto, devono rimboccarsi le maniche e resistere, perché è veramente difficile se non impossibile recuperare le perdite dopo l’interruzione della propria attività».

Adesso, anche dopo la comunicazione sulla potabilità, ci sono baristi che continuano a gestire le proprie attività con le accortezze degli ultimi giorni, perché degli amministratori hanno deciso di chiudere i serbatoi per effettuare la sanificazione. Niente tazze in porcellana dunque, ma monouso e ricariche d’acqua o cialde per preparare il caffè.

@RIPRODUZIONE RISERVATA