TERAMO
Si apre una nuova fase per l’Ater di Teramo: il processo di ricostruzione delle case popolari si fa operativo sui 67 edifici lesionati dal sisma. L’azienda sta portando avanti progetti per 100 milioni di euro e ieri a fare il punto della situazione è stato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli insieme al dirigente dell’Usr Piergiorgio Tittarelli, al presidente Ater Alfredo Grotta, e ai componenti del Cda Camillo Graziano e Francesca Persia. Con l’approvazione del cronoprogramma operativo, l’Ater spinge sull’acceleratore per restituire agli inquilini edifici sicuri e moderni. Tra gli interventi più importanti presentati in conferenza stampa c’è quello da 2,8 milioni di euro per una palazzina di Colleatterrato, in via Giovanni XXIII.
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Il progetto è stato realizzato dagli ingegneri
Patrizio Minnucci, Maurizio Fusilli e
Maria Milidoni e dall’architetto
Simone Sebastiani. L’impresa appaltatrice è la Edilotario srl.
Castelli ha evidenziato il cambio di passo nella ricostruzione dell’Ater: «Ora sappiamo cosa rispondere ai cittadini grazie ad una fase di concretezza che è entrata nel vivo: con Grotta c’è un cronoprogramma certo e la collaborazione istituzionale sta funzionando», ha detto il commissario ringraziando il presidente della Regione Marco Marsilio e i vertici dell’Usr, il direttore Vincenzo Rivera e il dirigente Tittarelli. Quest’ultimo ha specificato come alla base dell’accelerazione ci sia soprattutto l’indirizzo pragmatico dato dalla struttura commissariale: «Castelli ha preso il toro per le corna, come si suol dire. Ci ha permesso di agire nella ricostruzione pubblica con la speditezza di quella privata dandoci strumenti adeguati: in particolare consentendo affidamenti diretti fino a 5 milioni di euro come indica anche l’Europa. L’Anac ha valutato la correttezza delle procedure e questo sistema ci consente di concretizzare la ricostruzione», ha detto Tittarelli.
Grotta ha sottolineato come il quartiere di Colletterrato sia il simbolo del sisma in città e come gli interventi avviati siano un segnale concreto di svolta: «Con la formalizzazione del cronoprogramma avevamo assunto un impegno preciso: trasformare la programmazione in cantieri. Oggi possiamo dire che quella fase è alle spalle e che la ricostruzione Ater è entrata nel vivo», ha detto Grotta, «Stiamo lavorando contemporaneamente su interventi in corso, lavori già affidati, opere in fase di avvio e interventi già conclusi, su più territori della provincia. Questo significa avere una macchina organizzativa che oggi è in grado di garantire continuità operativa e dare risposte concrete alle comunità. Il ruolo della struttura commissariale, guidata dal commissario Castelli, è stato determinante nel rendere possibile questo passaggio dalla programmazione all’attuazione, così come il contributo dell’Usr e della Regione».
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