Roseto degli Abruzzi

Gioventù fascista, gli indagati muti dal gip

Il giudice Lorenzo Prudenzano

20 Marzo 2026

Interrogati 6 dei 17 ragazzi finiti nell’inchiesta, alcuni di loro hanno reso spontanee dichiarazioni

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Non hanno risposto alle domande del giudice, dinanzi al quale sono comparsi per l’interrogatorio preventivo, sei dei diciassette indagati nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo “Gioventù fascista rosetana”. Si tratta di ragazzi (assistiti dagli avvocati Alessandro Recchiuti e Nello Di Sabatino) verso i quali non sono state applicate misure cautelari di alcun tipo ma che, per chi indaga, hanno avuto un ruolo sulla chat “Roseto youth” utilizzata anche per pianificare aggressioni a stranieri. I sei ieri sono comparsi davanti al gip Lorenzo Prudenzano: alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri hanno fornito spontanee dichiarazioni tese a chiarire e spiegare contenuti e finalità di alcuni messaggi contenuti nella chat che contava circa 40 membri. Secondo la pm Enrica Medori, titolare dell’inchiesta, quel gruppo aveva in Stefano Lupi, 20enne rosetano, il proprio leader. Tanto da essere appellato “il duce” nella chat. Lupi è l’unico ad essere stato arrestato e si trova nel carcere di Castrogno dopo che il giudice ha rigettato la richiesta di domiciliari.

Arresti domiciliari applicati invece sin dall’inizio a tre indagati, mentre per quattro è scattato l’obbligo di dimora. Gli altri sono liberi, seppur indagati in un’inchiesta partita dopo l’assalto a ottobre a un’auto dei carabinieri all’esterno del palazzetto di Roseto. In venti, tra loro Lupi che ha già risarcito l’Arma per i danni materiali, avevano aggredito il mezzo a colpi di sassi e mazze. L’episodio è stato commentato con vanto da alcuni dei suoi autori proprio nella chat “Roseto youth”, dove sono emersi poi messaggi di vario genere. Alcuni inneggiavano al fascismo e al nazismo, con altri si pianificano aggressioni ai migranti ospiti del residence Felicioni. Linguaggio d’odio e atti violenti, alcuni consumatisi ai danni di stranieri per le strade di Roseto, che hanno spinto il pm a chiedere misure cautelari per i 17 indagati. Solo otto accolte dal gip. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dall’istigazione a delinquere per motivi razziali alle lesioni, al danneggiamento e resistenza.

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