La crisi spazza via 562 aziende

13 Ottobre 2011

Parte l'appello per inserire la Val Vibrata nel Patto per l'Abruzzo

VAL VIBRATA. L'area di crisi della Val Vibrata, e non solo, venga inserita nel Patto per l'Abruzzo e finanziata con i fondi Fas. L'invito arriva, forte, dal mondo delle imprese. Il presidente di Confindustria, Salvatore Di Paolo, e il presidente della Camera di commercio, Giustino Di Carlantonio, lanciano l'appello al Tavolo, che si riunirà oggi pomeriggio. Un intervento che segue a quelli dei consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Peppino Di Luca.

L'obiettivo è ottenere fondi ad hoc, come è accaduto per la Valle Peligna. Entrambi i presidenti, nei due interventi, vedono nei Fas un'opportunità imperdibile per un sistema produttivo che boccheggia. "Speravamo tanto in una ripresa nel 2011, invece la crisi in alcuni comparti si è aggravata", esordisce Di Paolo, "come, per esempio, nel settore dell'edilizia. Le imprese teramane, oltre alle motivazioni di carattere generale di un calo di commesse, hanno due grosse difficoltà: una legata all'accesso al credito in termine di smobilizzo di portafoglio e di possibilità di avere mutui o prestiti per nuovi investimenti, l'altra legata agli enormi ritardi nella riscossione dei crediti, specie della pubblica amministrazione".

Di Carlantonio è sulla stessa linea: "Il sistema economico teramano è nel mezzo di una profonda crisi strutturale che necessita di interventi strategici e concreti. Le piccole imprese manifatturiere accusano un vistoso calo di competitività dovuto a cause di strutturali (come ridotta dimensione aziendale e scarsa capitalizzazione) e congiunturali (debolezza della domanda, difficoltà di accesso al credito, scarsa liquidità). In due anni c'è stata una riduzione di 562 imprese nel manifatturiero, di cui ben 385 nel distretto industriale Vibrata-Vomano-Tordino. Questo processo di destrutturazione ha determinato una consistente emorragia di posti di lavoro".

Di Paolo fa notare che finora sono stati compiuti passi importanti, come la costituzione dei poli di innovazione. Ma non basta. "La sottoscrizione del Patto per l'Abruzzo è un'iniziativa fondamentale per far ripartire il sistema industriale. Mi auguro, e mi sento di chiederlo, che nel Patto si possa inserire la Val Vibrata come area di crisi. Nel 2008 venne siglato al ministero un protocollo d'intesa per il rilancio della Val Vibrata e della Val Tronto, ma ad oggi è rimasto solo sulla carta, anche perché mi pare che non ci siano fondi disponibili. E' per questo, lo ripeto, che credo che l'inserimento dell'Area nei punti del Patto, sarebbe un passo importante per utilizzare i fondi previsti a sostegno della reindustrializzazione". Di Paolo pensa, ad esempio a un Progetto di rete per l'abbigliamento o a un Polo del carbonio per l'Atr.

Di Carlantonio estende l'appello: "La Regione nella ripartizione dei Fas deve tenere in considerazione la delicata situazione che sta vivendo il sistema produttivo teramano le cui piccole imprese sono l'ossatura portante dell'economia provinciale e regionale. Pertanto ritengo che una particolare attenzione debba essere riservata all'area industriale Vibrata-Tordino-Vomano, chiedendo alla Regione di individuare uno specifico obiettivo operativo nella ripartizione dei Fas. Bisogna individuare politiche di sostegno delle piccole e medie imprese sui principali temi strategici (come innovazione e internazionalizzazione) con strumenti agili e concreti che consentano alle imprese di sviluppare progetti e fare investimenti in maniera rapida ed efficace, ottenendo in tempi ristretti le agevolazioni".

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