Pedone morto a Roseto degli Abruzzi, assolto l’automobilista: era a processo per omicidio stradale

L’ospedale di Atri dove è morto l’uomo investito
Il caso è quello di Dario Marinozzi, 59enne all’epoca dipendente della cooperativa che si occupava dei servizi cimiteriali
ROSETO DEGLI ABRUZZI. Era finito a processo con l’accusa di omicidio stradale dopo l’investimento di un pedone: è stato assolto con la formula del fatto non sussiste. Il caso è quello di Dario Marinozzi, 59enne rosetano all’epoca dipendente della cooperativa che si occupava dei servizi cimiteriali, morto il 13 agosto del 2022 all’ospedale di Atri dove era stato ricoverato il 14 maggio per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto sulla statale 150, a Voltarrosto. L’uomo, sempre secondo quanto ricostruito negli atti giudiziari, al momento dell’incidente «camminava lungo il bordo della strada dando le spalle al veicolo e, a sua volta, con gesto repentino invadeva in piccola parte la corsia di marcia dell’autoveicolo, che impattava e investiva il pedone così contribuendo con la propria condotta a cagionarne la morte». Tra i primi a portare soccorso il conducente della stessa macchina, il 34enne F.R. di Morro d’Oro, che ieri è stato assolto dalla giudice Claudia Di Valerio.
Il 59enne, dopo l’incidente, era stato ricoverato all’ospedale di Atri, dove gli erano stati diagnosticati vari traumi. Con il passare dei giorni le sue condizioni erano leggermente migliorate, ma successivamente era insorto un peggioramento fino alla morte avvenuta tre mesi dopo l’incidente. Proprio in seguito alla morte dell’uomo, la Procura teramana aveva disposto l’autopsia proprio per fare chiarezza sulle cause del decesso e stabilire se la morte fosse stata una conseguenza dei traumi riportati nell’incidente o se fossero sopraggiunte altre condizioni, anche legate ad eventuali responsabilità mediche.
L’autopsia aveva accertato che il decesso era stato causato, così si legge negli atti, «per sepsi a partenza polmonare a seguito di politrauma stradale». Ovvero un’infezione. Nel corso del processo la giudice aveva disposto una perizia medica che fare chiarezza proprio sulle cause della morte. Ieri la sentenza, le cui motivazioni saranno depositate tra novanta giorni. L’imputato era difeso dall’avvocato Gianni Cichella. I familiari della vittima, parti civili, erano rappresentanti dall’avvocato Eugenio Galassi.
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