È costata finora 785mila euro ma Villa Gioia è ancora chiusa

SULMONA. È stata inaugurata con tanto di taglio del nastro e rappresentanti politici e istituzionali presenti nel maggio del 2013. Da allora, Villa Gioia, residenza per persone con gravi disabilità,...
SULMONA. È stata inaugurata con tanto di taglio del nastro e rappresentanti politici e istituzionali presenti nel maggio del 2013. Da allora, Villa Gioia, residenza per persone con gravi disabilità, non è mai entrata in funzione. La struttura che si trova lungo la Strada regionale 479 per Scanno è l’emblema dello sperpero di denaro pubblico in Valle Peligna. Per realizzare la residenza, infatti, sono stati spesi 785mila euro messi a disposizione dalla Provincia dell’Aquila e dalla Fondazione Carispaq. Un investimento cospicuo che avrebbe dovuto dare una mano concreta a persone con gravi disabilità e ai loro familiari, che sul territorio hanno poche strutture a cui rivolgersi, forse nessuna nuova e ampia come questa. Per questo il presidente dell’Aias Sante Ventresca, nonché ideatore del progetto, lancia un appello al neo sindaco Annamaria Casini sulla necessità di sbloccare gli ultimi permessi. «Chiedo al neo-sindaco di occuparsi del caso e di sollecitare la Regione a concedere l’accreditamento», incalza il professor Ventresca. «In più la struttura riuscirebbe a garantire almeno 25 posti di lavoro per la gente del posto». In passato ci aveva provato anche l’ex sindaco Peppino Ranalli a scrivere per sbloccare lo stallo, senza riuscirci. Così come le tante le petizioni avviate non sono bastate a far aprire la residenza. L’intoppo starebbe tutto nell’accreditamento che dovrebbe arrivare dalla Regione come struttura socio-sanitaria. A fare un sopralluogo nei mesi scorsi sono stati il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. Entrambi hanno potuto ammirare le potenzialità di una vera e propria cittadella della disabilità, che si estende su una superficie di 10mila metri quadri a circa un chilometro da Sulmona, servita da mezzi pubblici comunali e regionali. La somma totale per la costruzione è stata di 784mila e 500 euro, il 20% dei quali reperiti dalla sezione Aias di Sulmona, grazie al presidente Ventresca. «Si tratta di una risposta concreta a un problema di rilevante entità sociale che, cosa non trascurabile, potrà creare un consistente indotto occupazionale per un territorio, come la Valle Peligna, attualmente in pesante sofferenza economica e di sviluppo», chiosa il patron. La residenza è stata autorizzata all’erogazione del servizio alla persona in base alla legge regionale numero 2 del 2005 con determinazione comunale del 20 novembre del 2012. Manca, però, l’ultimo, decisivo passaggio dell’accreditamento da parte della Regione per avviare l’accoglienza dei 20 disabili e aprire finalmente i cancelli.
Federica Pantano
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