25 aprile, il sindaco Biondi: "Momento che deve unire, non dividere"

Per il primo cittadino aquilano “la libertà non si eredita una volta per tutte”
L'AQUILA. Celebrare il 25 aprile significa "non ridurre la memoria a rito stanco", "non consegnarla alla polemica" e riconoscere che ci sono momenti della storia nazionale "che devono unire, non dividere". Lo afferma il sindaco Pierluigi Biondi nel messaggio diffuso per la ricorrenza della Liberazione. Per il primo cittadino - che è anche presidente dell'Anci Abruzzo - il 25 aprile appartiene "a tutti coloro che riconoscono nella libertà, nella democrazia, nella dignità della persona e nel rifiuto di ogni sopraffazione i cardini della convivenza nazionale". Per L'Aquila, aggiunge, la ricorrenza "non può essere soltanto un esercizio di memoria formale", ma deve diventare "un'assunzione di responsabilità", perché "la libertà non si eredita una volta per tutte: si comprende, si custodisce, si rinnova".
In questo quadro si inserisce il lavoro promosso nell'anno di L'Aquila Capitale italiana della Cultura, con la richiesta all'Accademia di Belle Arti di realizzare un'opera dedicata ai Nove Martiri aquilani e ai martiri delle stragi di Onna e Filetto: "non un semplice omaggio celebrativo", ma "un gesto civile e culturale capace di parlare al presente". Biondi ricorda i Nove Martiri, giovani aquilani uccisi dai nazifascisti nel 1943, e le vittime innocenti delle stragi di Filetto e Onna, consumate nel giugno 1944. Sono, sottolinea, "nomi e vite spezzate" che ricordano come "la libertà ha avuto un prezzo umano altissimo".
La cultura, prosegue il sindaco, è lo strumento per dare alla memoria "una forma capace di durare nel tempo" e parlare anche "a chi è nato molto dopo quei fatti". Nel messaggio viene richiamato anche il percorso avviato con il programma elettorale 2022-2027 e il sostegno del Comune allo spettacolo "Processo per i Nove Martiri aquilani", prodotto dal Tsa nel 2023. Nel 25 aprile, conclude Biondi, "ritroviamo non una liturgia, ma un impegno": trasmettere ai più giovani il senso della libertà come "bene esigente" e trasformare il sacrificio dei caduti in "coscienza civile, educazione e futuro".
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