A Capestrano scuola professionale abbandonata

31 Agosto 2014

CAPESTRANO. «Non c’è nessuno modo di recuperare l’edificio scolastico perché non ci sono fondi. È caduto in uno stato di abbandono trent’anni fa quando il sindaco era Giannunzio. Le amministrazioni...

CAPESTRANO. «Non c’è nessuno modo di recuperare l’edificio scolastico perché non ci sono fondi. È caduto in uno stato di abbandono trent’anni fa quando il sindaco era Giannunzio. Le amministrazioni successive non hanno potuto far altro che ereditare questa situazione».

È categorico il sindaco di Capestrano Giuseppe Marulli che, interpellato sullo stato disastroso del Professionale di Stato per l’industria e l’agricoltura, ci tiene a chiarire come tutti, cittadinanza compresa, siano ormai abituati a questo scempio che, in tempi di crisi, spending review, calo di nascite, sarà destinato a rimanere così. Tutto è iniziato con la donazione, da parte della Regione, dell’Istituto «intrappolato» per i trent’anni successivi nel vincolo di edificio destinato all’istruzione. «L’Istituto professionale di proprietà della Regione è stato donato al Comune come sito dell’istruzione», ha spiegato Marulli. «La cosa è così da trent’anni e il primo della catena che non l’ha saputo gestire è il sindaco Giannunzio. I Comuni piccoli non hanno nessuna opportunità di attingere risorse e finanziamenti, neanche in questo caso». Di certo la scuola in rovina, caduta a pezzi negli anni, non ha subìto il colpo di grazia dal devastante terremoto. «Con il sisma non c’è stata un’ulteriore distruzione», ha proseguito il sindaco. «Venticinque anni fa ci fu un incendio, ma i danni non furono mai riparati dall’amministrazione di allora e da quelle precedenti alla mia. Inoltre l’edificio è stato preda di atti vandalici: vetri rotti, bagni e suppellettili sono stati distrutti». Attualmente i terreni attorno all’Istituto, come spiega Marulli, sono della Regione e un eventuale recupero dovrebbe essere solo per fini scolastici. «Come si fa a prendere soldi finalizzati all’istruzione? », ha tuonato. «C’è una vera e propria miopia se si considera che gli abitanti di Capestrano sono 960, le elementari sono pluriclasse e le medie stanno quasi per chiudere». La soluzione potrebbe essere il cambio di destinazione d’uso. «O la Regione se lo riprende o lo svincola dalla clausola che dev’essere utilizzato per l’istruzione. Solo così si può riuscire a riqualificarlo magari dandogli una destinazione alberghiera o altro. È l’unica soluzione».

Alessia Lombardo

©RIPRODUZIONE RISERVATA