A Castel di Sangro parte il duello tra Caruso e Fioritto

CASTEL DI SANGRO. Sarà quasi certamente una corsa a due, a Castel di Sangro, per la conquista del Comune. A cinque giorni ormai dalla scadenza della presentazione delle liste (la data delle elezioni...
CASTEL DI SANGRO. Sarà quasi certamente una corsa a due, a Castel di Sangro, per la conquista del Comune. A cinque giorni ormai dalla scadenza della presentazione delle liste (la data delle elezioni amministrative è fissata invece per il 31 maggio), il quadro degli aspiranti primi cittadini sembra abbastanza definito. Due i candidati in pista: Angelo Caruso, avvocato, e Alfredo Fioritto, docente universitario. La continuità amministrativa è affidata all’attuale vice sindaco Caruso, che sarà a capo di una lista civica caratterizzata però dalla presenza di persone che hanno già fatto parte dell’amministrazione uscente. Primo fra tutti il sindaco Umberto Murolo, che ha ricoperto la carica di primo cittadino per 10 anni. Candidati quasi certi anche gli assessori di fine mandato Giuliano Pallotta, Vincenzo Uzzeo e Andrea Liberatore. «Ci riproponiamo all’elettorato con una compagine in parte rinnovata e in parte già nota», ha commentato Caruso in occasione dell’apertura della campagna elettorale, «e sono certo che daremo nuovo impulso alla città che in caso di vittoria potrà contare su un’amministrazione molto attenta alle istanze della società civile e delle categorie economiche».
L’alternativa al governo uscente della città è invece rappresentata da Alfredo Fioritto, candidato alla carica di sindaco alle prossime amministrative di Castel di Sangro con la lista civica “Progetto Comune”. Fioritto, già consigliere comunale dal 1990 al 1992, ha aperto la sua campagna elettorale nella sala della biblioteca comunale, annunciando l’impegno a guidare una lista civica che punta sul rinnovamento. «C’è tanta voglia di lavorare», ha detto Fioritto, «sapendo che tanto è stato fatto ma molto c’è da fare ancora, puntando non solo sullo sviluppo dell’edilizia ma anche su altre risorse. C’è l’esigenza di migliorare e potenziare i servizi, evitando che ci sia un’azione di governo per i figli e un altra per figliastri, per l’intera comunità castellana».
Massimiliano Lavillotti
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