A Collarmele da rifugiata, torna dopo 18 anni

10 Marzo 2022

La donna arrivò in paese dopo l’incidente nucleare di Chernobyl. Mamma e figlie in fuga a Ovindoli

COLLARMELE. La Marsica abbraccia i profughi ucraini mentre continua la gara di solidarietà per le raccolte di beni e fondi da inviare al fronte. Sono stati accolti ieri dal Comune di Collarmele tre cittadini in fuga dalla guerra. Saranno ospitati in un modulo messo a disposizione dallo stesso Ente. «I tre arrivano da Kharkiv, una delle città più massacrate dal bombardamenti russi», ha spiegato il sindaco Antonio Mostacci, «dopo un breve soggiorno a Roma i sono arrivati in paese. Una di loro 18 anni fa venne a Collarmele dopo l’incidente nucleare di Chernobyl». Gli ucraini sono stati accolti dal sindaco, dalla giunta, dai consiglieri comunali e dalla famiglia che in passato ospitò la donna. «La collettività e le istituzioni faranno di tutto per non far mancare niente ai cittadini ucraini», ha aggiunto Mostacci, «abbiamo già attivato tutte le procedure necessarie per garantire l’assistenza sanitaria. Ringrazio tutti coloro che si mobiliteranno per dare una mano e un sostegno. A breve attiveremo un conto corrente per eventuali donazioni poiché prevediamo l’arrivo di altri ospiti, soprattutto donne e bambini. Dobbiamo essere pronti ad affrontare questa emergenza che tocca nell’intimo tutti noi». Anche a Ovindoli ieri è arrivata una famiglia di profughi ucraini che sarà ospitata nelle prossime settimane in paese. La mamma e le sue bambine sono state accolte nella frazione di San Potito. «Sono le prime ad arrivare a Ovindoli, dopo lunghi ed estenuanti giorni di viaggio per oltre 4.000 chilometri», ha precisato il sindaco Angelo Ciminelli, «una delle tante mamme ucraine coraggiose, che ha sfidato il freddo e lunghissime distanze per mettere in salvo le proprie figlie». Intanto l’associazione “16 maggio 1982” ha consegnato nei giorni scorsi a Roma, nella chiesa di Santa Sofia, due carichi di generi di prima necessità raccolti nel territorio. «Abbiamo raccolto pasta, pelati, tonno, legumi, merendine biscotti, caramelle, pannolini, salviette, omogeneizzati, pastina, succhi di frutta e acqua. Ma anche medicinali, disinfettanti, garze, cerotti, fazzoletti, mascherine, assorbenti, saponi, dentifrici, spazzolini, coperte e sacchi a pelo», hanno affermato i volontari, «ringraziamo tutta la popolazione e i supermercati di Tagliacozzo, Pescasseroli, Pescocostanzo e la Protezione civile dell’Alto Sangro che hanno aderito all’iniziativa». (e.b.)
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