A Paganica rispunta l’antico convento dei frati

Il ricercatore Rossi ha trovato le tracce nel luogo in un aggregato edilizio privato Risale al XIII secolo. Scoperto un affresco raffigurante la Madonna degli Angeli
L’AQUILA. Le carte di archivio ne parlano diffusamente, ma fino a oggi nessuno a Paganica era riuscito a individuare dove fosse localizzato l’antichissimo convento dei frati minori conventuali di San Francesco dedicato alla Madonna degli Angeli le cui origini risalgono al XIII secolo. Ci è riuscito Fernando Rossi, ricercatore e storico di Paganica e circondario che tra l’altro cura il sito www.paganica.it in cui ci sono migliaia di documenti sulla frazione più grande dell’Aquila.
Rossi ha scoperto che tracce del convento sono all’interno di un aggregato edilizio privato in una zona che a Paganica chiamano “la Pitogna” (era l’inizio della strada verso Petogna di Picenze), nella parte alta del rione Sant'Antonio. All’interno c’è anche un affresco che ritrae la Madonna degli Angeli.
«Angelo Signorini, nel suo libro sulla storia dell’Aquila che risale al 1868», scrive Rossi nella sua ricostruzione, «affermava che a Paganica era esistito un Convento dei Frati minori conventuali, edificato nel XIII secolo. Del convento avevano parlato nei loro manoscritti altri due importanti storici quali Antinori e Mariani. Quest’ultimo sostiene di aver visto, fra i documenti dell’archivio di Santa Maria Paganica, il decreto per l’erezione di questo convento. Lo spunto per la ricerca si deve a Silvana Bontempo, figlia di Giovanni, emigrato in Venezuela negli anni Cinquanta del secolo scorso, la quale nel 1999, tornata in visita a Paganica, aveva fatto delle riprese video in una casa, dove all’interno, a suo dire, c’erano degli affreschi raffiguranti immagini sacre. Non ricordando con precisione il luogo aveva inviato dal Venezuela la stampa di un fotogramma del video raffigurante la facciata esterna grazie alla quale sono riuscito a localizzare l’edificio nella zona detta la Pitogna», sottolinea ancora Rossi, «e su autorizzazione del proprietario è stato possibile in tempi recenti accedere alla casa e con meraviglia e soddisfazione ho potuto constatare la presenza di un affresco a muro di circa un metro quadrato raffigurante, senza ombra di dubbio, la Madonna degli Angeli. L’Antinori, nei suoi manoscritti, a proposito di questo convento, ci fa sapere che nel 1653 con una Bolla di Papa Innocenzo X il convento fu soppresso perché pare fosse diventato ricettacolo di delinquenti e una sorta di fortezza della potente famiglia Nannicelli che all’epoca spadroneggiava a Paganica. Il convento non ha nulla a che vedere con l’attuale chiesa della Madonna degli Angeli, o di Sant’Antonio, l’erezione della quale è stata opera della Confraternita della Madonna degli Angeli ed è stata edificata dopo il 1786, anno della fondazione della Congrega».
La conferma che il convento sorgeva proprio dove Rossi ne ha trovato le tracce giunge da due atti notarili: nel primo, del 1716 – che si riferisce a una compravendita di vari beni immobili – si afferma che “detti beni si trovano in Terra di Paganica sopra la Madonna degli Angeli della Villa dove si dice Belvedere” e in questo atto, dice Rossi «è allegata una pianta che fa riferimento proprio alla zona Pitogna». Nel secondo, del 1720, si fa riferimento a una casa data in dote a una futura sposa e si afferma che è “sita in detta Terra di Paganica nel loco detto la Pitogna dietro la Madonna degli Angeli”. È la prova del nove che il luogo individuato da Rossi è proprio l’ex convento francescano.
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