A passeggio sulla Avezzano vecchia: il Comune in cerca di finanziamenti

1 Agosto 2023

Affidata la progettazione esecutiva per riqualificare l’area e per la sopraelevata in piazza Torlonia Il piano prevede un costo di 3,8 milioni. Di Pangrazio: «Una parte sarà coperta con fondi dell’ente» 

AVEZZANO. Altri passi in avanti nel progetto di riqualificazione dell’Avezzano vecchia. Il raggruppamento temporaneo di professionisti e società composto da 1 AX architetti associati, 1AX srl, Gnosis Progetti soc. coop, Promoimpianti e il geologo Michele Aureli si sono aggiudicati i lavori per la progettazione definitiva ed esecutiva per l’intervento di riqualificazione urbana, architettonica e archeologica della città distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915. Il raggruppamento di professionisti si è aggiudicato i servizi tecnici per 253mila 763,10 euro con un ribasso del 39,080 % rispetto all’importo a base di gara pari a 328mila 300,13 euro. Seconda classificata la società cooperativa Mate. I costi per la progettazione sono beneficiari dei fondi Pnrr. Il progetto prevede un investimento di 3,8 milioni e il Comune si è già attivato per la ricerca dei finanziamenti: «Un progetto che può essere realizzato per una parte con fondi dell’ente», spiega il sindaco Gianni Di Pangrazio, «e per altra parte costituisce un elemento di vantaggio per attrarre fondi nei prossimi bandi».
piazza in ritardo
I tecnici dovranno ora basarsi sugli interventi già individuati nello studio di fattibilità che comprende tre distinte fasi. La prima riguarda la riqualificazione di piazza San Bartolomeo dove i lavori sono già iniziati. L’amministrazione spera di poter tagliare il nastro della nuova piazza il 24 agosto, giorno in cui si celebra San Bartolomeo, ma c’è il rischio che possa slittare il taglio del nastro: nelle ultime settimane sono sopraggiunti intoppi burocratici dovuti all’area degli scavi archeologici. Il Comune era in attesa della relazione sugli scavi da parte della Soprintendenza ma alla consegna dei lavori della piazza, le operazioni non erano state ancora completate. Motivo per cui l’ente ha inserito l’intervento nell’area archeologica nel secondo stralcio del progetto, proseguendo invece i lavori nella piazza.
viali urbani
Nella seconda fase del progetto lo studio di fattibilità si propone di cambiare volto a via Vidimari e via Mattei attraverso la realizzazione di un boulevard urbani con ampio spazio per i pedoni. In particolare sono previsti la demolizione dei marciapiedi esistenti, la rimozione della pavimentazione stradale e di alberature con problemi di stabilità. L’intervento coinvolge un’area di circa 5.500 metri quadri che comprende il parcheggio Asl dove verranno realizzati marciapiedi ampi e pavimentati e nuove strade.
LA PASSERELLA RIALZATA
Una volta cambiato il volto alle due strade, lo studio di fattibilità prevede di realizzare la passerella pedonale sopraelevata che collegherà piazza Torlonia e il castello Orsini. Lunga 140 metri e completamente in acciaio si chiamerà via di piazza Torlonia. Disseminata di alberi e panchine è destinata a diventare una terrazza panoramica per la città. La struttura sarà accessibile con ascensori e rampe senza intaccare la viabilità cittadina esistente. Riservata solo ai pedoni prevede anche un accesso al primo piano dell’edificio ex Omni che sarà trasformato in una città per ragazzi e bambini in cui è prevista la realizzazione di una pinacoteca, una libreria, un art lab, un museo ludico interattivo e un punto ristoro. La rifunzionalizzazione dell’ex Omni fa parte della terza fase dello studio di fattibilità che contempla anche la realizzazione della recinzione perimetrale di piazza Torlonia.
I progettisti dovranno, infine, tenere conto anche del progetto di fattibilità tecnica ed economica per il “Parco urbano Torlonia”, a suo tempo redatto per la partecipazione a un bando del Pnrr non beneficiario di contributo di circa 2 milioni di euro.
Tra gli interventi già avviati anche la riqualificazione dell’edificio che un tempo ospitava la casa di riposo a via Vidimari, angolo via Lolli, che sarà trasformato in alloggi temporanei grazie a un finanziamento di 710mila euro dei fondi Pnrr.
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