«A rischio le acque del Sangro»

13 Agosto 2016

Il Wwf Abruzzo si oppone al nuovo progetto di captazione del fiume

ALFEDENA. Rischia di danneggiare gravemente lo stato di salute di uno dei corsi d’acqua più importanti d’Abruzzo, il nuovo progetto di captazione delle acque del fiume Sangro, nel territorio comunale di Alfedena. A ribadirlo sono i rappresentanti del Wwf Abruzzo Montano, che si oppongono ai lavori e chiedono «che come sia possibile, ancora oggi, considerare l’acqua un mero prodotto commerciale, ad uso privato, invece di proteggerlo come bene essenziale, come un patrimonio unico e insostituibile da tutelare e conservare per il miglioramento dell’ambiente e della vita umana attuale e delle generazioni future». Mercoledì scorso nell’ufficio di Avezzano del l Genio civile regionale si è tenuta la conferenza di servizi per l’istruttoria autorizzativa per la captazione, a uso idroelettrico, di 3mila litri al secondo di acqua pubblica dal fiume. Molti gli enti e le associazioni presenti a esporre le osservazioni in opposizione al progetto di derivazione: dal sindaco di Scontrone, Ileana Schipani, a Cinzia Sulli, del Pnalm, dalla Pro-loco di Alfedena alle associazioni pescatori, pesca sportiva e Arcipesca di Alfedena. Il presidente del Wwf Abruzzo Montano, Walter Delle Coste, ha chiesto di bloccare la realizzazione della centrale idroelettrica a causa della negatività degli interventi sulla naturalità dell’alveo, che verrebbe modificato con l’innalzamento del livello di circa 20-25 centimetri, con una significativa degradazione ambientale e un possibile deterioramento della qualità delle acque attualmente classificate buone. «Inoltre è stato chiesto di spiegare come mai l’autorità regionale concedente del dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali dell’Aquila», scrive il Wwf Abruzzo «non sia mai intervenuta con una sua pronuncia, chiarendo la modalità di valutazione per assegnare il requisito di interesse pubblico a opere idroelettriche ed energetiche, nel rispetto di tutte le altre normative esistenti a tutela dell’ambiente, alla luce dei cambiamenti climatici e di eventi meteorologici calamitosi che sempre più spesso sconvolgono il nostro territorio».

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