A tavola per un ponte col Marocco

Lo chef Franciosi ha unito la pecora con le spezie nordafricane
AVEZZANO. Un piatto che unisce diverse culture ed esalta i prodotti tipici locali, con una contaminazione Nordafricana. È stato questo il piatto che Franco Franciosi, chef dell’osteria contemporanea Mammaròssa di Avezzano, ha portato al Meet in cucina, il congresso regionale dei cuochi ideato da Massimo Di Cintio e organizzato in compartecipazione con la Camera di commercio di Chieti-Pescara, nella sede di Chieti Scalo. Franciosi e Francesco D'Alessandro, componente del team di lavoro di Mammaròssa, si sono esibiti davanti a una nutrita platea di chef arrivati da tutto l’Abruzzo. Lo spirito dell’iniziativa è stato di valorizzare i prodotti tipici locali e le eccellenze del territorio per la quinta edizione dell’appuntamento culinario. Per Franciosi il palcoscenico di Meet è stato il luogo giusto per presentare il suo piatto simbolo “Contaminazioni Nordafricane”. «Questo piatto vuole raccontare la storia della Marsica e in particolare del Fucino di oggi», ha spiegato lo chef, «ad alcuni fenomeni dobbiamo dare una chiave di lettura positiva, soprattutto se alimentati da accoglienza e rispetto reciproco. Il cibo è un momento per unire e questo piatto nasce dalla collaborazione con i ragazzi del Marocco, che sono diventati fondamentali per le colture del nostro territorio. Se non ci fossero loro, chi li andrebbe a raccogliere i prodotti nel Fucino? Per quanto la nostra pancia vuole per forza avere un nemico, non possiamo agire sempre così». Franciosi è riuscito a mixare un piatto tipico della tradizione contadina come la “pecora ajo cotturo”, con spezie utilizzate nella cucina marocchina. Il risultato è stato di una pecora in versione contemporanea con pane, erbe di montagna e spezie magrebine. «Quando questi ragazzi di origine marocchina vengono a darci una mano all’orto, a ora di pranzo, ci capita di mangiare insieme e di parlare con loro», ha continuato Franciosi, «gli chiedo cosa preferiscono e la scelta cade sempre su pecora e agnello. Da qui l’idea di reinterpretare il nostro piatto e aggiungere la loro curcuma e il loro zenzero e mixarli con il nostro timo e le nostre bacche di ginepro». (e.b.)
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