A Villa Sant'Angelo riapre il primo edificio in piazza

11 Marzo 2011

Delegazione tedesca consegna 55mila euro raccolti alla festa di compleanno del sindaco di Burghausen

VILLA SANT'ANGELO. E per regalo non fatemi niente. Anzi, mettete un po' di soldi, ché li devo portare a Villa Sant'Angelo. Così parlò ai suoi concittadini il sindaco di Burghausen, la città bavarese gemellata con Sulmona che ha voluto allargare gli orizzonti della fratellanza fino a Villa Sant'Angelo. Qui, in un pomeriggio di marzo, si materializza la delegazione tedesca. Hans Steindl lascia 55mila euro.

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Il sindaco Pierluigi Biondi lo aspetta in piazza Grande dove è stato «tappato» il buco della chiesa parrocchiale, completamente coperta e puntellata. Il giro a piedi in centro storico è un colpo al cuore. Passi sotto a una selva di tubi che reggono in piedi quel che resta. Poi, girato l'angolo, scopri cataste indistinte di materassi e pietre, piastrelle e termosifoni appesi a fili invisibili. Da queste macerie, quella notte, hanno tirato fuori 17 vittime. Accanto al vecchio emporio-edicola di Pietro Biondi (che ora si è trasferito accanto al nuovo villaggio) c'è una grossa X rossa. «Significa che sarà abbattuta», spiega il giovane sindaco che scorta il collega bavarese tra le rovine. «Stiamo cominciando con le prime demolizioni. È un dolore immenso per quello che togliamo e che appartiene alla storia del paese e delle famiglie che lo abitano.

Tuttavia è un'operazione indispensabile che ci permetterà, nell'immediato, di liberare alcuni percorsi, di riaprire almeno due strade, di provare a entrare in alcune piazzette rimaste impraticabili, di completare la messa in sicurezza per far sì che la piazza non sia più transennata. Il 3 marzo abbiamo fatto le gare, lunedì partono i lavori. Finalmente qualcosa si muove».

È in piazza che si vuole riaprire la prima struttura. Sarà una biblioteca, con sala studio e spazio multimediale per i giovani. Un centro di aggregazione. Così verranno impiegati i soldi della donazione. L'edificio da rimettere in sesto è la vecchia sede comunale. «L'idea di riqualificazione», continua il sindaco Biondi, «ha un forte carattere simbolico poiché consente di riappropriarsi di una parte della piazza principale del paese, un tempo luogo privilegiato della socialità e oggi disabitata a seguito del pesante danneggiamento subìto dal terremoto. La proposta ha ricevuto la condivisione degli amici tedeschi che ringraziamo per la donazione e per il sostegno che ci hanno garantito. Il progetto della biblioteca vedrà una futura evoluzione attraverso la donazione di un cospicuo numero di volumi di cui si parlerà nei prossimi mesi».

E le macerie? «Faremo da soli, con le ditte incaricate che si occuperanno della selezione. L'Asm? Non voglio polemizzare, ma qui sono venuti tutti a proporci di lavorare tranne l'azienda aquilana. Si farà la selezione in loco, separeremo le pietre, recupereremo ferro, legno, plastica ed elettrodomestici che andranno nei cassoni. Così, con le pietre che non sono più rifiuti, come chiesi io stesso con una lettera alla Protezione civile, si ridurrà di molto il quantitativo da smaltire. È l'uovo di Colombo».

L'incontro coi cittadini avviene nella struttura intitolata a Nino Sospiri in via Madonna delle Prata, accanto al villaggio Map. Davanti al presidente regionale del Cai Eugenio Di Marzio, qui con il vicepresidente Gaetano Falcone, avviene lo scambio di doni. Un rapporto nato per il tramite del Club alpino italiano di Sulmona. «Qui vedo facce note», esordisce il sindaco di Burghausen che riconosce alcune persone ospitate per una settimana nella sua città ai tempi delle tendopoli. Poi la storia del compleanno per i 60 anni, della rinuncia ai regali e dell'apertura di un conto corrente dedicato dove, a poco a poco, vengono raccolti 55mila euro: destinazione Italia. Nella piazza di Villa Sant'Angelo che rinasce c'è comunque qualcosa che resterà come prima. È l'orologio sul campanile fermo ancora alle quattro meno un quarto. Il sindaco promette: «Quelle lancette no, non le sposteremo più».

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