A24 e A25, piano salva-orsi: barriere per 87 chilometri

Aperto il primo cantiere per installare le reti a tutela di automobilisti e animali Ancorate al terreno, impediranno i salti dei cervi e resisteranno ai cinghiali
ORTONA DEI MARSI. Sono partiti i lavori per l’installazione delle recinzioni a prova di animale lungo le autostrade A24 e A25. Un intervento a tutela della fauna selvatica dei parchi e degli automobilisti.
ECCO DOVE
Il primo lotto sta interessando quattro chilometri, due da un lato e due dall’altro, della carreggiata, dell’A25 Torano-Pescara. Si tratta del tratto in prossimità dell’uscita della galleria di San Domenico in direzione Pescina, nel territorio del comune di Ortona dei Marsi. L’area coincide con quella degli attraversamenti dell’orsa Amarena e dei suoi cuccioli, nella zona di Carrito, in cui venne catturato l’esemplare problematico e confidente, Juan Carrito, protagonista di una serie di scorribande nei centri abitati. Il progetto di messa in sicurezza delle autostrade prevede complessivamente la sistemazione di barriere per 87 chilometri tra A24 e A25, per un investimento complessivo di 30 milioni a carico del concessionario Strada dei Parchi, finanziato grazie al fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’opera non riguarderà 87 chilometri continuativi, le nuove barriere saranno infatti installate nei punti più sensibili, dove in passato si sono verificati avvistamenti di animali selvatici o incidenti, come a Magliano de’ Marsi, Pietrasecca, Tornimparte, Popoli, Pratola Peligna. Quanto ai restanti 83 chilometri il gestore ha già anticipato i costi della progettazione.
COME SONO
La struttura è costituita da un sistema a maglie differenziali, composta da una rete particolarmente fitta, sovrapposta nel primo metro alla base, per evitare l’accesso della microfauna, come i piccoli roditori. La recinzione culmina in una mantovana di quasi 60 centimetri, inclinata verso l’esterno, in modo da scoraggiare anche gli ungulati, come cervi e caprioli, capaci di raggiungere grandi altezze con un balzo. La barriera è stata progettata per essere resistente, ovvero in grado di opporsi anche agli attacchi di grandi mammiferi come orsi e cinghiali. In particolare è realizzata con una rete zincata elettrosaldata ancorata a una fondazione di calcestruzzo armato ed è alta fino a 2 metri e 60. L’altezza è stata calcolata in base al fatto che un esemplare di cervo può saltare fino a 2 metri e 20. Le nuove strutture sono dotate di fondazioni di 60 x 70 centimetri pensate per resistere anche agli assalti dei plantigradi. Il progetto è stato studiato nei dettagli da Strada dei Parchi e Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
NUOVI CARTELLI
L’installazione delle barriere sarà accompagnata da una campagna di sensibilizzazione che debutterà nelle principali aree di servizio della rete autostradale di A24 e A25 sulla scorta delle attività proprie del progetto Life Safe Crossing con una nuova cartellonistica per invitare gli utenti della strada alla prudenza e al rispetto dei limiti di velocità a tutela della propria incolumità e di quella della fauna.
«CONTROLLI COSTANTI»
«Su A24 e A25 sono attualmente installati 483,6 chilometri di recinzioni regolamentari, le stesse autorizzate dal concedente su tutta la rete autostradale italiana», precisa Strada dei Parchi, «queste reti sono costantemente ispezionate e manutenute, per cui ogni varco, per quanto piccolo, viene costantemente riparato. Convinti che tutto questo non fosse sufficiente su un territorio vicino a tre parchi nazionali e due parchi regionali, dal 2015 abbiamo implementato, prima concessionaria in Italia, una speciale procedura di monitoraggio degli animali vaganti con le prefetture competenti. Poi nel 2021 con il Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise abbiamo siglato questa intesa che, oltre a una campagna di sensibilizzazione attiva nelle principali aree di servizio, prevede l’installazione di speciali reti, per complessivi 87 chilometri».
I TROPPI INCIDENTI
L’ultimo incidente costato la vita a un orso bruno marsicano, specie in via di estinzione, risale al mese di ottobre dell’anno scorso. L’esemplare venne investito di notte sulla carreggiata della A25 in direzione Pescara all’altezza del chilometro 94+700 tra gli svincoli di Avezzano e Celano. Maschio di 3-4 anni, non era marcato né radiocollarato. Si trattò del quarto orso morto per investimento tra la A24 e la A25: il primo incidente nel 1991 a Cocullo, il penultimo nel 2013 all’altezza di Tornimparte. Numerosi anche i cervi investiti sia nella zona di Cocullo che in prossimità dell’area di servizio nella zona di Magliano de’ Marsi.
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