A24 e A25, torna l’incubo rincari: volantinaggio dei sindaci ai caselli

Mobilitazione in 12 località di Abruzzo e Lazio: manifesti agli automobilisti. Tra un mese altro sit-in Su tariffe e lavori per la sicurezza si sollecitano soluzioni definitive. O a luglio sarà stangata del 34%
AVEZZANO. No agli aumenti. Sì alla sicurezza di A24 e A25. I volantini con questi due slogan arrivano nelle mani di centinaia di automobilisti, ma è come se fossero simbolicamente spediti al premier Mario Draghi e al ministro Enrico Giovannini. Perché sono loro, massimi esponenti del governo, che devono risolvere, e in modo definitivo, l’ingarbugliato caso delle autostrade abruzzesi. Lo ribadiscono con fermezza i tanti sindaci che si sono ritrovati agli ingressi di dodici caselli di A24 e A25, da Avezzano a Sulmona, da Tornimparte a Colledara.
PERCHé LA PROTESTA
Il concessionario Strada dei Parchi, che gestisce le autostrade di Abruzzo e Lazio, ha bloccato fino al 1° luglio il temutissimo aumento del 34,75% sui pedaggi. Rincaro che sarebbe dovuto scattare dallo scorso 1° gennaio. Una sospensione decisa da Strada dei Parchi per consentire al governo – queste le intenzioni – di lavorare per arrivare all’approvazione dell’atteso Piano economico e finanziario (il Pef, fermo dal 2013) che garantirebbe un investimento di oltre 5 miliardi di euro per modernizzare e mettere in sicurezza A24 e A25, scongiurando al tempo stesso il maxi aumento. Ma sono passati 50 giorni e nulla si è mosso. E il primo luglio si avvicina a passi veloci. Così i sindaci, nell’ultimo vertice di Carsoli, hanno deciso di alzare l’asticella della protesta, tornando in strada. I sit-in hanno interessato in simultanea gli ingressi dei caselli di Tivoli, Castel Madama, Vicovaro-Mandela, Carsoli, Magliano, Avezzano, Celano-Aielli, Pescina, Cocullo, Sulmona-Pratola Peligna, Colledara-San Gabriele e Tornimparte.
«La battaglia continua»
«Siamo molto soddisfatti», precisa il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, guida del Comitato contro il caro pedaggi, «hanno partecipato tanti sindaci e amministratori. Ci sono stati una grande risposta e un grande apprezzamento da parte di cittadini che hanno manifestato il loro sostegno. Continueremo la battaglia fino a quando non vedremo un risultato. E ai caselli autostradali ci vedremo il mese prossimo».
COSì Con Gli aumenti
Qualora dovessero entrare in vigore le nuove tariffe, viaggiare in auto da Chieti-Pescara a Roma costerebbe 7 euro in più (da 19,40 a 26 euro). Da Teramo all’Aquila l’aumento sarebbe di 2 euro. Da Avezzano all’Aquila di 1 euro e 60 centesimi. Ben più consistenti, però, gli aumenti per gli autotrasportatori. Senza dimenticare il prezzo del carburante che continua a lievitare.
IL TESTO DEL VOLANTINO
Ma cosa c’era scritto sul volantino consegnato agli automobilisti? «I sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo dicono no ai rincari dei pedaggi autostradali, alle continue prese in giro. Sì alla sicurezza delle autostrade, ai fatti. Presidente Draghi, ministro Giovannini, parlamentari di Lazio e Abruzzo: vogliamo soluzioni definitive».
«SCHIAFFO ALLE AREE INTERNE»
Non solo sindaci. «La Provincia dell’Aquila porterò avanti questa protesta», commenta il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, «con la consapevolezza che il caro pedaggi è uno schiaffo alle aree interne e a quanti, con molti sacrifici, continuano a vivere nelle nostre zone facendo i pendolari».
ALTRE REAZIONI
«Chiediamo a gran voce al presidente Draghi, al ministro Giovannini e ai parlamentari abruzzesi e laziali di mettere in campo soluzioni definitive a tutela dei cittadini: i nostri territori stanno ancora patendo le conseguenze dei terremoti», sostiene Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e presidente di Anci Abruzzo (Associazione Comuni) ieri al sit-in di Colledara sull’A24. Al casello di Sulmona-Pratola si sono radunati i rappresentanti istituzionali della Valle Peligna e della Valle Subequana. «Abbiamo bisogno di certezze e non più di rinvii», evidenzia il sindaco di Prezza e consigliere regionale, Marianna Scoccia, «ringrazio il sindaco Nazzarro per l’impegno e la tenacia. Il governo deve essere chiaro e deve mettere fine a questa situazione». Al fianco dei sindaci anche la senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, al presidio di Sulmona-Pratola Peligna, e l’onorevole del Pd, Stefania Pezzopane, a Tornimparte. «Entro giugno ci vuole una soluzione definitiva», sottolinea la deputata, «un aumento del 34% sarebbe inaccettabile».
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