A24, pedaggi a rischio di aumenti: «Per gli utenti peso insostenibile»

Le associazioni degli autotrasportatori lanciano l’allarme dopo l’annuncio del rincaro del 26 per cento Facchinetti (Fita-Cna): «La politica si mobiliti, le risorse per l’adeguamento della rete vanno sbloccate»
L’AQUILA . «Insopportabile per gli utenti». Il rischio di aumento dei pedaggi sulle autostrade regionali fa scattare l’allarme. A innescarlo sono le associazioni di categoria degli autotrasportatori che manifestano forti preoccupazioni per quanto affermato da Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi, la società che gestisce l’A24 e l’A25, circa l’incremento delle tariffe destinato a entrare in vigore tra poco più di tre mesi.
da dove nasce l’allarme
La questione del rincaro dei pedaggi è legata allo sblocco del piano economico e finanziario relativo alla rete autostradale abruzzese, che attende di essere approvato dal 2012 da parte del ministero delle Infrastrutture. «In base all’attuale convenzione, l’incremento tariffario previsto, che scatterà in automatico dal primo gennaio 2022, è del 26 per cento», ha fatto sapere Fabris, «sempre che il governo non decida di approvare il piano». Il vicepresidente è tornato sull’argomento proprio mentre sono in corso le demolizioni lungo l’A24, tra Tornimparte e L’Aquila Ovest, per l’adeguamento della tratta agli standard nazionali ed europei di sicurezza antisismica. Domenica è stata fatta brillare la carreggiata Est, in direzione Teramo, del viadotto Cerqueta, nel comune di Tornimparte. La nuova struttura sarà una delle 13 che, secondo Strada dei Parchi, formeranno la prima tratta antisismica in Italia adeguata alle norme del 2018. Per l’adeguamento di tutta la rete, però, servono sei miliardi di euro, un mega investimento a cui la concessionaria non può far fronte di tasca propria.
«no allo scaricabarile»
Per la Fita-Cna Abruzzo, dunque, «non è possibile scaricare ancora una volta sugli utenti disservizi e inadempienze degli organi preposti alla definizione degli atti necessari ad avviare i lavori di manutenzione straordinaria delle nostre autostrade». Secondo l’organizzazione di categoria degli autotrasportatori si tratta di una situazione che blocca «interventi decisi da anni, eppure fondamentali per la sicurezza degli utenti, visto che parliamo di un’infrastruttura considerata strategica in caso di calamità naturali». Il coordinatore di Fita-Cna Abruzzo William Facchinetti lancia quindi l’appello alla politica, da quella locale a quella nazionale, affinché si «mobiliti» per scongiurare gli aumenti, sbloccando l’approvazione del piano e lo stanziamento delle necessarie risorse. «Occorre subito colmare, con i necessari atti amministrativi», evidenzia l’organizzazione, «le inadempienze che si sono sin qui accumulate nonostante le promesse a suo tempo rivolte a imprese e cittadini».
«soluzioni alternative»
Prende posizione sull’argomento anche Dino Lucente di Sna, Sindacato nazionale autotrasportatori che fa parte di Casartigiani. «Un aumento dei pedaggi del 26% non è assolutamente sopportabile per le merci trasportate su gomma e quindi dalle imprese di autotrasporto, che da decenni lavorano per pochi spiccioli di reddito», afferma. «In caso di débacle di un mezzo l’80 per cento delle aziende non trova accesso al credito nelle banche nemmeno con l’intervento dei Confidi in quanto anche loro sono al collasso per via degli esigui patrimoni in cassa». Il sindacato si rivolge alle istituzioni. «A questo punto e con immediatezza i Comuni costieri, attraverso l’intervento della Regione», sottolinea Lucente, «devono intercettare fondi europei che permettano di adeguare le strade interne o allungare la circonvallazione: così imprese, professionisti e cittadini potranno scegliere tra autostrade e altri percorsi».
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