Abbate racconta storie degli altri Emozioni all’auditorium di Celano

26 Novembre 2019

La schiava prostituta, l’uomo della montagna, la passione interrotta: il giornalista incontra gli studenti Il sindaco Santilli: «Presto verrà aperto dal Comune uno sportello anti-soprusi al polo sociale»

CELANO. «La violenza fisica rimane l’ultimo disperato gesto di un uomo infastidito da una donna alla conquista di ruoli e spazi nell’universo maschile». È il messaggio del giornalista e scrittore Carmelo Abbate alla platea dell’auditorium Enrico Fermi di Celano, emozionata e rapita dal suo spettacolo “Le storie degli altri” andato in scena, ieri mattina, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, alle quali l’opinionista di Quarto Grado si rivolge così: «Non fate mai passare il messaggio che qualunque cosa succeda ve la siete cercata».
Paragonandosi a uno scultore che cerca di tirare fuori quanto intrappolato nel pezzo di marmo, Abbate inizia a raccontare storie mute, rimaste dietro una porta mai aperta, i cui protagonisti sono accomunati da una grande capacità di resilienza, che li conduce ad affrontare e superare le difficoltà e i traumi inferti loro da una vita non facile. La storia di Rosa è quella di un’adolescente venduta a un uomo molto più grande di lei e poi indotta alla prostituzione dai suoi stessi fratelli. Coraggiosamente la giovane riesce a far condannare i suoi aguzzini e a trovare finalmente l’amore della sua vita, seppur tormentata da quel figlio che le è stato strappato e di cui non saprà mai più nulla. Poi c’è l’uomo della montagna, un indiano, che dopo la morte della giovane moglie, soccorsa in ritardo, impiega 22 anni della sua vita a scavare una montagna per accorciare il tragitto tra il villaggio in cui vive e l’ospedale dove la sua amata si è spenta dando alla luce la loro bambina perché arrivata troppo tardi. Margareth, invece, è il nome di una donna inglese che incontra l’amore in un viaggio a Marrakech. La sua storia di passione viene però interrotta da un crudele destino: una malattia porta via l’uomo della sua vita e a lei non resta altro che la voce di un messaggio registrato alla stazione ferroviaria di Londra.
Un monologo, quello di Abbate, che abbatte le barriere del tempo e dello spazio superando anche quelle dell’animo umano profondamente toccato dai racconti, ispirati a storie vere, in cui le parole sapientemente dosate sembrano prendere forma nell'immaginario collettivo e dar vita ai protagonisti delle sue storie che, seppur apparentemente diverse tra loro, sono tenute insieme da uno stesso filo conduttore: quello della «forza di volontà che quasi annega nella forza del destino».
«Non aggiungo, non abbellisco», afferma Abbate, «racconto in maniera nuda e cruda per dare valore alla storia e a chi se la porta dentro».
Storie degli altri è un viaggio nel silenzio di chi non ha voce che ha trovato qualcuno a cui raccontare e affidare la propria storia.
A Celano lo spettacolo sceneggiato e diretto da Giorgio Rizzo è stato portato in scena da Carmelo Abbate per la seconda volta in Italia e la prima dinanzi a un pubblico composto prevalentemente da studenti. Erano presenti le classi terze della scuola secondaria di primo grado di Celano, due classi dei Licei Torlonia e Bellisario di Avezzano e l’Istituto tecnico economico di Celano. L’evento è stato promosso dal sindaco Settimio Santilli, che ha annunciato l’istituzione di uno sportello antiviolenza nel polo sociale, e dalla presidente del consiglio comunale Lisa Carusi «per accrescere nelle nuove generazioni il rispetto e l’uguaglianza tra uomo e donna».
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