Abbazia celestiniana, in arrivo 12 milioni

L’annuncio di Gerosolimo. Il complesso rientra tra i 22 poli di attrazione turistica scelti dalla Regione
SULMONA. «I 12 milioni di euro sono ufficialmente in cammino verso Sulmona». È l’assessore regionale alle Aree interne Andrea Gerosolimo a rilanciare il progetto di valorizzazione del complesso monumentale della Badia, ieri al centro di un incontro in Regione, a cui ha partecipato anche il sindaco Annamaria Casini. L’abbazia celestiniana rientra fra i 22 hub culturali individuati dalla Regione come poli di attrazione per il turismo. L’intera dotazione finanziaria per i 22 hub è di 18,7 milioni.
Il via libera ai progetti dei Beni culturali rientra nella strategia della giunta per migliorare il grado di attrattività turistica. Il tutto mediante la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di aree archeologiche, musei, teatri, edifici monumentali, beni storici e architettonici. Il complesso monumentale è anche tra i cinque poli culturali di riferimento nazionale che rientrano nel piano strategico “Grandi progetti” del ministero dei Beni culturali che assegna un finanziamento da un milione di euro, che si va ad aggiungere ai 12 milioni del Masterplan.
Il complesso monumentale, che occupa una superficie di 16mila e 600 metri quadri, si trova a soli 5 chilometri dal centro città, in località Badia. Le sue origini sono legate alla figura di Pietro Angelerio, monaco benedettino, eremita, fondatore dell’ordine dei Celestini e Papa con il nome di Celestino V. Sarà lui a iniziarne la costruzione ampliando la chiesetta di Santa Maria, della prima metà del XIII secolo, e promuovendo poi la realizzazione di un nuovo luogo di culto dedicato allo Spirito Santo, con annesso monastero. Nei secoli l’abbazia ha subito varie modifiche, fino ad arrivare agli importanti interventi successivi al terremoto del 1706.
L’attuale impianto è composto da una monumentale chiesa settecentesca e da un imponente monastero con cinque cortili interni, tre maggiori e due minori. I monaci hanno abitato il complesso fino agli inizi del 1800 e poi l’abbazia è stata adibita prima a Collegio reale dei tre Abruzzi, poi ad ospizio, quindi a quartiere militare con annesso ospedale, fino al 1868 quando è stata trasformata in carcere, poi chiuso nel 1993.
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