«Aboliamo la parola straniero»
Gamal chiede al consiglio comunale il ricorso ad altri termini
L’AQUILA. «In un momento di grande transizione del nostro paese sarebbe auspicabile uno sforzo culturale da parte di chi governa per dare messaggi di coesione sociale, partendo dal linguaggio». A parlare è il consigliere comunale aggiunto Gamal Bouchaib.
«Le parole strano, estraneo, straniero, implicano il concetto di fuori, all’esterno. Anche xenos, la parola greca corrispondente alla latina ex, indica un riferimento alla non appartenenza alla comunità. Nella lingua italiana», continua Bouchaib, «l’unica parola che contiene questa radice è xenofobia, termine che sta a indicare, nella sua durezza lessicale, un concetto negativo e paura dello straniero. Invece il termine extracomunitari si diffonde in Italia negli anni ’80 per designare enfaticamente la diversità di migranti nel territorio italiano. Ma nonostante l’iniziale caratterizzazione negativa del termine, la parola “extracomunitario” viene utilizzata dalla dottrina giuridica italiana con maggiore frequenza rispetto al più neutrale “non comunitario”».
«Chiederò al consiglio comunale», conclude, «uno sforzo culturale volto a sostituire nello statuto comunale e negli atti dell’amministrazione comunale le parole stranieri ed extracomunitari con cittadini appartenenti alla comunità europea, per quelli comunitari, e cittadini non appartenenti alla comunità europea per quelli extracomunitari. E lo farò attraverso la presentazione in aula di una mozione».
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