Abruzzo, sempre più orsi marsicani fuori dalle aree protette

13 Dicembre 2016

Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise festeggia: "Segnale positivo". Ma molti cittadini storcono il naso e il sindaco di Ortucchio chiede di intervenire

AVEZZANO. L'orso bruno marsicano non vive più confinato nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) e nel Parco nazionale della Majella. L'animale ha superato i confini delle aree protette ed è segnalato in diverse zone dell'Abruzzo. Un fatto che fa festeggiare il Pnalm, «le segnalazioni sempre più frequenti e continue di orsi fuori dai territori protetti sono un segnale positivo», ma che preoccupa le amministrazioni e i cittadini che vivono in aree dove l'orso non era presente.

Così avviene che il Comune di Ortucchio invii una al Pnalm e alla forestale una richiesta di intervento. «Segnalo la presenza sul territorio del Comune di Ortucchio di un orso bruno marsicano di rilevanti dimensioni, che nei giorni scorsi ha frequentato la periferia del paese causando danni ad animali domestici e cose», scrive il sindaco Raffaele Favoriti. «Poiché da parte dei cittadini, vi sono anche istanze risarcitorie per i danni subiti, si invita l’ente in indirizzo, per quanto di competenza, ad adottare ogni opportuna azione, diretta contrastare il fenomeno. In attesa di riscontro in tal senso, si porgono distinti saluti».

C'è quindi chi chiede che la presenza dell'orso sia contrastata, chi invece la promuove e ne gioisce. «Il futuro dell’orso bruno marsicano», sostiene il parco, «è sicuramente nella sua espansione fuori dai confini dell’areale storico e la realizzazione di un monitoraggio anche fuori dalle aree protette è indispensabile per adottare misure gestionali efficaci. L’orso ce la sta mettendo davvero tutta per la sua sopravvivenza e la presenza di due nuove femmine con i cuccioli fuori dalle aree protette ne è la dimostrazione».

«Tra tutte le segnalazioni verificate, particolarmente interessante è la presenza di una femmina con tre piccoli dell’anno e di altri 2-3 individui in un’area compresa tra il PNALM e la Regione Lazio, documentata attraverso l’attività di fototrappolaggio condotta dai tecnici dei Parchi e della Regione Lazio», spiega il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in un comunicato. «Recentemente è stato verificato l’avvistamento in una zona molto prossima al Parco Regionale Sirente Velino e non lontana dal Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga: si tratta di una femmina con almeno un piccolo dell’anno, un dato importantissimo poiché riguarda un’area significativamente distante dall’areale centrale dove la presenza dell’orso è evidentemente poco nota e sottostimata».

Insomma si ritorna a parlare del rapporto, spesso conflittuale, tra orso e aree urbane ma non si può non ricordare che per anni si è lottato per evitare l'estinsione di questo splendido animale.