Abuso edilizio, condanna per Ferlaino

11 Novembre 2016

SULMONA. Era finito sotto processo per aver recintato un’ampia area contigua ad alcuni fabbricati di Roccaraso, trasformandola di fatto in area privata. Ieri il giudice Valeria Gioeli ha condannato l’...

SULMONA. Era finito sotto processo per aver recintato un’ampia area contigua ad alcuni fabbricati di Roccaraso, trasformandola di fatto in area privata. Ieri il giudice Valeria Gioeli ha condannato l’imprenditore napoletano Corrado Ferlaino a cinque mesi di arresto e all’ammenda di 13mila euro. In più l’ex presidente del Napoli dovrà risarcire in separata sede le parti civili. Con Ferlaino erano imputati nel processo anche Claudio D’Amico, progettista e Andrea Oddis, titolare della ditta che ha eseguito i lavori. La vicenda fa riferimento alla realizzazione di alcune palazzine in un’area adiacente all’Alberghiero di Roccaraso. Ferlaino era finito sotto processo, in qualità di rappresentante legale dell’impresa per aver realizzato la recinzione dell’area lottizzata «in assenza della necessaria variante urbanistica e quindi eseguita senza titolo». Nel corso della discussione finale la difesa di Ferlaino, rappresentata dagli avvocati Vincenzo Colaiacovo e Sebastiano Giaquinto, ha sostenuto che il costruttore napoletano aveva seguito una procedura cristallina, identica a tanti altri casi. E che dunque non c’era alcuna intenzione di non rispettare la legge.

Subito dopo la lettura della sentenza di condanna, i difensori di Ferlaino hanno annunciato che ricorreranno in appello. (c.l.)

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