Accende il falò, avvolto dalle fiamme

Giovane riporta ustioni a viso e mani: l’incidente durante la festa causato dai vapori sprigionati dal carburante
SCANNO. Dà fuoco alla “gloria” e si trasforma in una torcia umana, tra lo spavento dei suoi amici che assistono impotenti e terrorizzati alla scena. Pochi secondi, fortunatamente non in grado di causare danni importanti, ma sicuramente terribili. È successo a Scanno in occasione della festa di San Martino. Protagonista dell’episodio è un 20enne di Scanno, avvolto dalle fiamme mentre accendeva la “gloria” di San Martino, uno dei tre falò di legna alti una quindicina di metri che per tradizione sono costruiti e accesi nella notte tra il 10 e l’11 novembre. A causa dei vapori sprigionati dai carburanti usati per l’accensione il ragazzo si è trovato circondato dalle fiamme. La vicenda poteva avere conseguenze molto gravi, ma fortunatamente per il giovane tutto si è risolto con qualche leggera bruciatura alla mano e al viso. Le “glorie” sono cataste di legna e arbusti secchi, stretti da alti pali di legno, costruite sulle alture di Cardella, della Plaia e soprattutto dinnanzi alla grotta di San Martino, in contrada Decontra. La tradizione in paese acquista una particolare suggestione, forse perché rivela caratteri più che altrove arcaici e originali o forse perché la particolare dimensione architettonica e naturale in cui è immerso il centro abitato conferisce all’evento un fascino misterioso e coinvolgente. Intorno ai falò si vive un’atmosfera di grande allegria che accomuna tutto il gruppo dei partecipanti, giovani e meno giovani. Il clima è quello di una simpatica competizione al fine di raggiungere effetti più spettacolari e di far ardere la propria “gloria” meglio e più a lungo di quelle degli altri. Capita però anche qualche incidente, come quello al ragazzo che si è trovato circondato dal fuoco. Fortunatamente per lui nulla di grave, ma solo tanto spavento. (m.lav.)
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