Acceso il fuoco del Morrone aspettando l’arrivo del Papa

Fiaccola partita dall’eremo di Celestino V, le tappe per raggiungere L’Aquila
L’AQUILA. L’Aquila conta i giorni che la separano dall’arrivo di Papa Francesco. Un evento storico, carico per la città della Perdonanza di significato. E intanto è tornato il fuoco del Morrone. È tornato tra la sua gente, scendendo giù dal sentiero che conduce all’eremo di Sant’Onofrio, scelto ad eremitico rifugio da papa Celestino V. E a portarlo giù sono stati, ancora una volta, gli abitanti delle frazioni pedemontane, legate a quel rito, che apre ufficialmente la Perdonanza celestiniana. La numero 728, la quarantesima dell’era moderna. Un rito interdetto, almeno in parte, fino allo scorso anno: prima a causa della pandemia e poi dei lavori in corso nell’area dell’eremo. Ieri sera, invece, tutto è tornato alla normalità: tantissimi tedofori, quelli che alle 18.30 si sono incamminati lungo il sentiero, recentemente messo in sicurezza, per raggiungere il piccolo santuario, dove sorge anche la grotta cara a Celestino V. Lassù, alle 19.30, don Giacomo Tarullo, il parroco della chiesa della Sacra Famiglia che riunisce le frazioni del Morrone, da Fonte d’Amore a Bagnaturo, ha celebrato la messa alla presenza del senatore Luciano D’Alfonso, del sindaco di Pratola Antonella Di Nino, del vicesindaco di Sulmona Franco Casciani e dell’assessore Catia Di Nisio, nonché del consigliere comunale Alessandro Maccarone arrivato dall’Aquila con Floro Panti, Paolo Giorgi e Padre Quirino Salomone (Movimento celestiniano). Poi la benedizione del fuoco accesso sui luoghi cari all’umile frate eremita e portato dai tedofori fino alla frazione che porta il nome di San Pietro Celestino con il presidente dell’Associazione Celestiniana Giulio Mastrogiuseppe. L’accensione del tripode, la benedizione, il saluto delle autorità civili, in rappresentanza dei comuni di Pratola e Sulmona. Un passaggio importante quello avvenuto ieri sera. L’accensione del fuoco sul Morrone e la fiaccolata, organizzati dall’Associazione celestiniana, aprono come tradizione la Perdonanza celestiniana, un’edizione che quest’anno assume un valore ancora più importante, perché è quella dell’arrivo all’Aquila, domenica 28 agosto, di Papa Francesco. Un Papa che, nel nome e nella quotidiana testimonianza di vita, è portavoce di valori quali la povertà e il perdono, così cari a Papa Celestino V tanto da portarlo a rinunciare al soglio pontificio. Ci si chiede, con un po’ di rammarico, se per quella data tutti i luoghi celestiniani sulmonesi saranno accessibili. Resta infatti ancora interdetto il piazzale da cui parte il sentiero che conduce all’eremo di Sant’Onofrio. La fiaccola intanto ha intrapreso il suo cammino verso L’Aquila dove arriverà martedì prossimo. Un cammino che seguirà un itinerario simile a quello che Pietro Angelerio, una volta nominato pontefice, percorse alla fine di agosto del 1294 per arrivare all’Aquila e ricevere le insegne papali nella basilica di Collemaggio. Oggi alle 17.30 partirà da Bagnaturo la staffetta dei tedofori che arriverà alle 18 nel piazzale della Cattedrale di San Panfilo. Qui si formerà un corteo, con la partecipazione anche di tamburini e sbandieratori della Giostra cavalleresca, che giungerà nei pressi della statua di Celestino V per poi tornare alla Rotonda di San Francesco per l’accensione del tripode e il saluto delle autorità religiose e civili. Domani alle 18, dal piazzale della cattedrale di San Panfilo, il fuoco del Morrone ripartirà alla volta di Pratola. Nei giorni successivi attraverserà Raiano, Goriano Sicoli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo (venerdì 19); Molina Aterno, ad Acciano, Tione degli Abruzzi e Corbellino di Fagnano Alto (sabato 20); Fontecchio, Ripa Fagnano e Caporciano (domenica 21); Villa Sant’Angelo, a San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, a Fossa e Onna (lunedì 22). Il cammino terminerà martedì 23 agosto con una visita alle 9.30 a Paganica e alle 15 a Pianola. Poi l’arrivo all’Aquila per confluire nel Corteo della Bolla. Sarà un giovane della nazionale ucraina di ciclismo, ospite da marzo all’Aquila, l’ultimo tedoforo chiamato ad accompagnare il Fuoco del Morrone, nel tratto che attraverserà le vie del centro storico del capoluogo abruzzese, prima di procedere all’accensione del tripode della 728esima Perdonanza celestiniana. Un simbolo di pace e fratellanza che illuminerà la scena della Perdonanza che vivrà il suo momento clou il 28 con la visita del Pontefice.
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