Accoltella e violenta la sua infermiera

25 Ottobre 2016

La collega della donna legata a una sedia e rapinata. Il rapitore 19enne catturato dopo cinque ore di fuga

AVEZZANO. La ferisce con un coltello e la violenta in macchina dopo la fuga dal Centro di igiene mentale, mentre la collega è immobilizzata su una sedia all’interno della struttura. È stata una notte di terrore per due infermiere di 50 anni dipendenti di una struttura di assistenza, rapinate, picchiate e ferite da un 19enne che stava svolgendo un percorso riabilitativo all’interno della struttura residenziale “La crisalide” di Avezzano. Si tratta di Enriges Kavalli, di nazionalità albanese, residente ad Avezzano, con numerosi precedenti anche per reati sessuali. Il giovane è stato fermato e rinchiuso nel carcere di Avezzano dopo diverse ore di fuga. Una delle infermiere si trova ricoverata in ospedale. L’altra è sotto shock. La polizia le ascolterà entrambe.

L’AGGRESSIONE. Secondo la ricostruzione della polizia, che ha raccolto la testimonianza delle due operatrici, durante la notte, all’interno dell'edificio adiacente al Centro di igiene mentale (Cim) il giovane ha iniziato ad agitarsi e ha preso di mira un’infermiera dopo essersi procurato un coltello. Sotto la minaccia dell’arma ha rapinato le due operatrici in servizio, immobilizzandone una. L’ha infatti legata ad una sedia e ha iniziato ad aggredire la seconda. Quest’ultima è stata costretta a seguirlo a bordo dell’auto di lei, un’Audi. In base ai primi accertamenti eseguiti dagli investigatori della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano il 19enne, durante la fuga, ha aggredito brutalmente l’infermiera. Con l’auto avrebbe raggiunto un’area isolata, nella zona nord della città, parcheggiando la macchina in un prato. L’ha tenuta sotto scacco per diverse ore, violentandola. È stata anche ferita ripetutamente con il coltello da cucina che aveva portato con sé. Ha riportato dei tagli al collo e in altre parti del corpo.

LA FUGA. A un certo punto, approfittando di un momento di distrazione del giovane, la donna è riuscita a sfuggire al suo persecutore, è scesa dalla macchina e ha iniziato a gridare, chiedendo aiuto agli abitanti di una casa che si trovava nelle vicinanze. A quel punto il pregiudicato albanese ha deciso di fuggire e con l’auto ha imboccato l’ex superstrada del Liri in direzione Sora. Qualcosa però è andato storto e a Civitella Roveto ha avuto un incidente stradale finendo fuori strada. Ha deciso così di tornare verso l’abitazione dei genitori.

LA CATTURA. La casa della sua famiglia era stata già controllata dalla polizia nei primi momenti successivi alla fuga del giovane dalla struttura sanitaria. Intorno alle 11, dopo diverse ore di ricerche, è tornato a casa. Gli agenti del commissariato di Avezzano, coordinati dal vicequestore aggiunto Paolo Gennaccaro, lo hanno fermato. Nonostante fossero trascorsi i tempi della flagranza del reato, gli elementi forniti alla Procura da parte della polizia hanno determinato un quadro indiziario che, unito al pericolo di fuga, ha permesso di procedere al fermo di polizia giudiziaria. Il giovane è stato quindi rinchiuso nel carcere San Nicola di Avezzano in attesa di essere ascoltato dal magistrato nel corso dell’udienza di convalida. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Roberto Savelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA