Accord, l’azienda scopre le carte

Oggi ci dovrebbe essere la presentazione del tanto atteso piano industriale. Sarà presente Lolli
L’AQUILA. Chiarezza sulle riassunzioni, ma anche sul processo produttivo e sul mercato finale. Sono i nodi che dovrebbero essere sciolti oggi, con la presentazione del piano industriale dell’Accord Phoenix, sollecitata all’azienda dai sindacati e dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. Dopo il tavolo di una settimana fa, convocato alla luce dello strappo fra i rappresentanti dei lavoratori e il management, il presidente Ravi Shankar si è impegnato a illustrare nel dettaglio i contenuti del piano e le prospettive che attendono gli ex dipendenti del polo elettronico che ancora devono essere ricollocati. Ma intanto la Fiom lancia l’allarme sulle ripercussioni che il Jobs Act avrà proprio su quei lavoratori, come quelli aquilani, che finora speravano di essere riassunti attraverso la mobilità. «Le modifiche introdotte dal Jobs Act», spiega il segretario generale della Fiom Abruzzo Alfredo Fegatelli «avranno un forte impatto verso tutte quelle aziende che con difficoltà stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali per fronteggiare la crisi. Il rischio più serio è che le restrizioni imposte dai nuovi ammortizzatori sociali e le difficoltà economiche delle aziende potranno vedere l'avvio massiccio di procedure concorsuali. Inoltre, i lavoratori non avranno più la speranza che attraverso la mobilità potranno essere riassunti a fronte dei benefici contributivi per le aziende. Tale situazione rischia di mettere in difficoltà tutti quei nuovi progetti industriali che vedono il recupero dei lavoratori dalle liste di mobilità». Argomento trattato da Fegatelli nell’ultima riunione al ministero del Lavoro dedicata ai nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act: «Dall’incontro è emerso un quadro preoccupante» ha sottolineato Fegatelli «che rischia di peggiorare la condizione materiale dei lavoratori delle aziende abruzzesi e in particolare di quelle province, come quella aquilana, dove ci sono centinaia di persone in mobilità». Sui licenziamenti collettivi è previsto un cambiamento radicale, a partire dal 1 gennaio 2017. La prima novità sembra essere quella che a partire dal 1 gennaio 2017 le aziende che intenderanno assumere i lavoratori dalle liste di mobilità non potranno più beneficiare degli sgravi contributivi e delle agevolazioni.

